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La collana “Il Giallo Mondadori” di novembre (n. 3197) presenta una nuova avventura di Lestrade.

La scheda di Uruk:

3197. Lestrade e i delitti della metropolitana [Lestrade 11] (Lestrade and the Dead Man’s Hand, 1992, 2013) di M.J. Trow (Meirion James Trow) [novembre 2020] Traduzione di Marilena Caselli

La trama

Due donne assassinate nella metropolitana in tre mesi. La prima vittima, strangolata, è stata rinvenuta a febbraio in una carrozza su un binario morto, a Liverpool Street. La seconda, in aprile, a Blackfriars, sul treno delle dieci e venti, stesso modus operandi. Al momento del terzo omicidio, presso la stazione di Elephant & Castle, l’ispettore Sholto Lestrade di Scotland Yard sta già seguendo il caso. Pur dovendo muoversi a stretto contatto con la polizia ferroviaria, è uno a cui piace fare da solo, che agisce fuori dagli schemi; abituato a osservare, a non lasciarsi sfuggire il minimo indizio, per quanto piccolo possa essere. Insomma, un ispettore serio, attento, ben diverso dalle caricature rese popolari da quel Doyle o dal dottor Watson con le loro invenzioni letterarie. Tuttavia c’è un aspetto dell’indagine che mette in difficoltà anche lui: possibile che qualcuno riesca a commettere simili atrocità e a svignarsela ogni volta senza essere visto? La risposta sarebbe negativa, se si trattasse di fatti avvenuti nel mondo di sopra, in superficie. Purtroppo là sotto, nella metropolitana, davvero tutto è possibile. È un luogo buio e pericoloso, a metà strada verso l’inferno.

L’incipit

Le nevi indugiavano più a lungo del solito, quell’anno. E la mano d acciaio dell’inverno gravava come una morsa sulle montagne dell’Hindu Kush. Di giorno, a muoversi su quella grande distesa bianca era unicamente una piccola colonna color kaki, che ricordava una comitiva di formiche operaie alla ricerca di foraggio. Di notte, e fino al sorgere dell’alba, solo il vento soffiava sotto le cime avvolte dalle nebbie del Tirich Mir. Fino al ritorno dell’alba. Allora la tromba spezzava il silenzio, le bestie da soma cominciavano ad arrancare e i calci dei fucili battevano ritmicamente nei loro supporti.
Il tenente John Sleigh, che comandava la fanteria leggera del Trentaduesimo Pionieri, osservò i soldati disporsi a ventaglio sulle sporgenze rocciose con le mani inguantate ben strette sui loro Lee-Enfield. Si muovevano come fantasmi, grigi contro lo sfondo bianco, con i visi color rame tinti di blu e dei fili di ghiaccio che pendevano dai capelli.
L’avevano visto molto prima che la mano del tenente scattasse all’insù. Un cavaliere che risaliva la collina diretto verso di loro. L’ufficiale anziano, un
havildar di indole particolarmente servile, corse in mezzo alla neve per portarsi al fianco di Sleigh.
— Tu cosa ne pensi,
havildar? — Il fiato del tenente uscì serpeggiando nell’aria mattutina.
— O illustre, i tuoi occhi ardono più luminosi dei più alti templi del Kashmir, e la tua vista arriva non meno lontano di quella dell’aquila…
— Sì, sì, Sanji — borbottò Sleigh. — Piantala di blaterare e rispondi alla mia maledetta domanda, va bene?

L’autore:

Nato in Galles nel 1949, M.J. Trow si è laureato in storia e ha insegnato per trentacinque anni. Adesso si dedica alla scrittura a tempo pieno e ha pubblicato decine di romanzi e biografie. Una delle sue serie è incentrata sulla figura di Lestrade, il personaggio che compare nelle storie di Sherlock Holmes.

L.

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