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Diciassettesimo numero per la collana “Segretissimo EXTRA” (Mondadori), che questo novembre presenta un nuovo cavaliere oscuro della Legione di “Segretissimo”.

La scheda di Uruk:

17. Killer Elite: Professione Assassino (2020) di Stefano Di Marino [novembre 2020]

La trama:

Esiste un mondo oscuro, dominato da un’organizzazione criminale segreta denominata l’Aquila che agisce come una multinazionale dell’intelligence. Un universo feroce di intrighi, di vendette e omicidi. Qualcuno ha tradito sottraendo un preziosissimo documento che potrebbe cambiare gli equilibri della malavita internazionale. Da Goa a Malindi, da Sorrento ad Atene fino a San Pietroburgo, dove la Piccola Madre sfida l’organizzazione, si scatena un conflitto in cui tutto è permesso. Per risolvere il problema entra in scena il principale Eliminatore dell’Aquila. Lo chiamano Mezzanotte. È abile, spietato, infallibile. Nessuno conosce la sua identità. Solo una donna lo può fermare: la poliziotta che gli dà la caccia.

L’incipit:

Goa, Mare Arabico. Oggi

Max Costello si appoggiò alla murata dell’imbarcazione e regolò lo zoom della Canon EOS 77D orientando l’obiettivo verso l’isoletta che spuntava tra le onde. Con un ronzio di meccanismi elettronici l’ottica mise a fuoco la piscina sulla terrazza cinta da una corona di rocce bianche.
La ragazza che uscì dalla vasca aveva uno dei più spettacolari fondoschiena che Costello avesse mai visto, e, nel campo, lui era un uomo d’esperienza. I glutei, umidi e abbronzati, emersero dall’acqua animati come di vita propria nella tensione muscolare della salita sui pioli della scaletta di metallo cromato. Due globi perfetti che il costume modello “filo interdentale” delineava esaltandone la tonicità. Aggressivi, spudorati, si abbinavano a meraviglia con le fossette naturali sopra il coccige e con un inizio della schiena leggermente incurvato, tutto perfetto nel disegno e nelle proporzioni. Mentre le braccia esercitavano una trazione sul corrimano della scaletta, i seni s’intravedevano sporgere appena ai lati del busto.
Una volta fuori dalla vasca, la ragazza si voltò appena per raccogliere un telo di spugna da una sedia a sdraio rivelando il viso splendido sotto la calottina di capelli ricci e decolorati sino a sembrare bianchi. Con un movimento deliberato la dea emersa dalle acque passò il tessuto sulle gambe, chinandosi in avanti per risalire con un movimento voluttuoso sino al ventre piatto, al petto e al collo lungo e sinuoso. Pelle abbronzata ma già leggermente scura di natura, labbra piene, naso piccolo e arrotondato. Forse mezzosangue. Una vestale del sesso, sicuramente.

L’autore

Stephen Gunn è lo pseudonimo di Stefano Di Marino, uno dei più prolifici scrittori di spionaggio e avventura italiani degli ultimi decenni. Nato nel 1961, ha viaggiato in Oriente e ancora vi trascorre parte del suo tempo. Oltre alla scrittura si interessa di arti marziali, pugilato, fotografia e cinema, soprattutto quello orientale al quale ha dedicato numerosi saggi. Ha esordito con il suo vero nome pubblicando Per il sangue versato, Sopravvivere alla notte, Lacrime di Drago (Mondadori). Ha usato per la prima volta lo pseudonimo Stephen Gunn per firmare i romanzi Pista cieca e L’ombra del corvo (Sperling). Poi, venti anni fa, è nata la serie dedicata a Chance Renard, il Professionista. Scrive per siti e riviste di settore. Su Wikipedia, Stefano Di Marino e il Professionista hanno due voci distinte con bibliografia aggiornata e commentata del personaggio. Per saperne di più sull’autore, sul Professionista e sul suo mondo, cercatelo su Facebook, la fan page di Chance Renard-Il Professionista ed ecco il blog.

L.

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