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Prima di darlo via, schedo questo numero d’annata.

La scheda di Uruk:

9. Inverno Spia – SAS ORO [novembre 1998]
• TRAMA: Le prime introvabili avventure di SAS. Sua Altezza Serenissima, il Principe Malko Linge, è l’agente “fuori quadro” in grado di risolvere i casi più intricati, di sedurre le donne più affascinanti e di uscire con le mani pulite dallo sporco mondo delle spie. Una leggenda della spy story internazionale torna con le sue prime avventure riproposte in edizione riaggiornata e in ordine cronologico. Un’occasione da non perdere per i collezionisti e per quei lettori che hanno scoperto le emozionanti avventure di SAS solo negli ultimi anni. Due missioni d’annata ma sempre modernissime per ritmo e aderenza alla realtà.
Introduzione. SAS: Sesso, Azione, Spionaggio. Anatomia di un eroe popolare, di Stefano Di Marino
SAS a Istanbul [SAS 1] (SAS à Istanbul, 1965) di Gérard de Villiers – Traduzione di Bruno Just Lazzari
• TRAMA: Sottomarini sovietici nello stretto dei Dardanelli, danzatrici del ventre e “gorilla” della CIA La prima mitica missione in cui Malko fa la conoscenza di Elko Krisantem, tassista e killer a pagamento della Porta d’Oriente.
SAS contro la CIA [SAS 2] (SAS contre CIA, 1965) di Gérard de Villiers – Traduzione di Bruno Just Lazzari [inedito in “Segretissimo”]
• TRAMA: Destinazione Iran. Nello scenario infuocato del Medioriente, Malko gioca una disperata lotta contro il tempo. Questa volta in gioco c’è letteralmente la sua testa. Un’avventura ancora oggi di grandissima attualità.

L’incipit di “SAS a Istanbul”:

Sua Altezza Serenissima il principe Malko Linge guardava il Bosforo. Dal terzo piano dell’Hotel Hilton di Istanbul, la vista era splendida. Sulla riva asiatica, le prime luci si stavano accendendo. I battelli sfilavano ininterrottamente. Una grossa petroliera sovietica, due mercantili greci arrugginiti, uno panamense, un vecchio barcone jugoslavo carico fino all’orlo, altre imbarcazioni di tonnellaggio minore.
Dal Mar Nero al Mar di Marmara era un traffico incessante che spiegava perché, dal tredicesimo secolo in poi, ci si è battuti per il Bosforo, una strozzatura lunga appena quindici chilometri.
Malko sospirò. Quella vista gli ricordava il fiume che amava di più al mondo, il Danubio. E lui ne era così lontano, in una comune camera d’albergo senza nemmeno l’aria condizionata.
Era arrivato da un’ora. Il suo guardaroba era impeccabilmente sistemato: quattro abiti scuri tutti uguali – Malko odiava i cambiamenti – e una piccola pila di camicie e di biancheria.
In vent’anni di mestiere, era la seconda volta che veniva in Turchia. Ma la sua straordinaria memoria gli aveva conservato in-tatti i ricordi. Avrebbe potuto descrivere minutamente tutte le vecchie case di legno che un tempo avevano fiancheggiato la strada dove ora sorgeva l’Hilton.
Ebbe uno scatto di malumore al pensiero del lavoro che era venuto a fare.

L’incipit di “SAS contro la CIA”:

Il tanfo di kerosene bruciato serrava la gola. Malgrado fosse l’una di notte, il cemento del campo era ancora impregnato di calore. Le piccole luci azzurre che segnavano la pista di decollo davano all’aeroporto un’aria stranamente moderna. Malko Linge sorrise nello scoprire che ogni lampa-dina era affiancata da una lampada a petrolio. L’elettricità faceva spesso i capricci, a Teheran.
L’enorme DC8 si era fermato vicinissimo al terminale dell’aerostazione. C’erano pochissimi apparecchi: un Boeing dell’Air India, un Coronado della S.A.S. e alcuni vecchi Dakota appartenenti a equivoche compagnie medio-orientali.
I passeggeri seguirono docilmente una hostess paffutella e bruna.
Malko si guardò intorno. Nessuno ad attenderlo. Eppure “dovevano” essere all’aeroporto. Vi erano solo due manovali persiani, vestiti di stracci, stravaccati su un gradino. La terrazza era deserta e l’orologio luminoso segnava l’una e dieci. Malko pensò con malinconia che a New York erano appena le quattro e mezzo. Avrebbe preferito essere nella sua villetta di Poughkeepsie e non in quella tebaide sperduta, dove si aveva l’impressione di respirare solo petrolio.

L.

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