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Prima di darlo via, schedo questo numero d’annata.

La scheda di Uruk:

12. Inverno Spia [novembre 1999] SAS ORO
• TRAMA: SAS, il principe Malko Linge, è un agente “fuori quadro” della CIA in grado di risolvere i casi più intricati e di sedurre le donne più affascinanti. Una leggenda della spy-story che torna con le sue prime avventure riproposte in edizione aggiornata e in ordine cronologico.
Introduzione. Noblesse oblige, di Stefano Di Marino
SAS: dopo di me l’Apocalisse [SAS 3] (Opération Apocalypse, 1965) di Gérard de Villiers – Traduzione di Bruno Just Lazzari
• TRAMA: Tra paesaggi esotici e donne dal fascino… mortale, SAS deve combatterei un terrorista orientale che vuole diffondere un super virus negli Stati Uniti. Malko dovrà guardarsi anche da una bomba atomica formato tascabile.
Che diavolo di spia, quel SAS [SAS 4] (Samba pour SAS, 1966) di Gérard de Villiers – Traduzione di Bruno Just Lazzari
• TRAMA: In Brasile per assicurarsi i diritti di sfruttamento di un immenso giacimento di manganese, Malko deve fare i conti con ex nazisti, gangster sudamericani e un agente della CIA disposto a tutto, ma proprio a tutto, pur di raggiungere il suo obiettivo.

L’incipit di “Dopo di me l’Apocalisse”:

Stanley Lovell, il radiotelegrafista di servizio alla torre di controllo di Tampa, Florida, sonnecchiava sorseggiando con la cannuccia un bicchiere di Seven-up presa al distributore automatico. Erano le tre e il sole picchiava rovente sui vetri. Un DC9 della Delta Airlines era appena decollato e a terra non cerano altri apparecchi. Tampa, a metà strada fra Washington e Miami, non è uno scalo importante. L’unica distrazione, nella torre di controllo, era di salutare per radio gli aerei che sorvolavano la pista.
Fissando con occhio atono il cielo azzurro, l'”RT” pensò che entro dieci minuti sarebbe rientrato nel suo bungalow con aria condizionata, all’uscita est della città. Maggie, la sua amichetta, non lavorava quel giorno. Lo stava certamente aspettando, distesa sul letto, in sottoveste, come piaceva a lui.

L’incipit di “Che diavolo di spia, quel SAS”:

Il ritmo diabolico della Samba delle Aragoste s’interruppe di colpo, e una voce untuosa proclamò: — Pregate, fratelli. Purificate la vostra anima dai peccati come lavate la vostra camicia. Oggi è la Festa delle Anime, la festa di coloro che sono puri. Nessuna azione cattiva deve venir commessa prima che il sole risorga…
La voce cedette il posto a un coro che intonò un antico inno sacro.
Con l’orecchio incollato al transistor per non perdere una parola della trasmissione religiosa di Radio-Guernavara, il nero alto e dinoccolato camminava ondeggiando al ritmo del canto. Dietro di lui si snodava una lunga processione, attraverso tutto il Morrò Babylonia.
Isolati o a gruppetti, i neri scendevano dalle favelas sfilando con lunghi ceri accesi. Pareva che un verme luminoso dagli innumerevoli tentacoli, scendesse lungo i sentieri da capre sui fianchi dei morros.

L.

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