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La collana “I Classici del Giallo Mondadori” di dicembre (n. 1439) dà la parola al principe del Foro.

Il romanzo appare originariamente in Italia nel 1955, come numero 312 della celebre collana “Libri Gialli” (nuova serie) Mondadori, con la stessa traduzione.

La scheda di Uruk:

1439. Perry Mason e la sveglia sotterrata [Perry Mason 22] (The Case of the Buried Clock, 1943), di Erle Stanley Gardner [dicembre 2020] Traduzione di Giuseppe Gogioso
Inoltre contiene il racconto:
Il sussurro delle ossa, di Lia Tomasich

La trama

Nei pressi di un villino di montagna in California, di proprietà di un banchiere, qualcuno ha sotterrato una scatola di metallo con dentro una sveglia. Funzionante, peraltro, anche se ritarda di venticinque minuti. Il fatto in sé è già abbastanza strano, ma passa in second’ordine quando nel medesimo villino viene trovato il cadavere di un uomo. Si tratta del losco genero del proprietario, un volgare cacciatore di dote che è riuscito a sposarne la figlia per poi rivelarsi capace di inganni e ricatti. Considerato che nella cerchia dei parenti non mancano i possibili sospettati, che avrebbero avuto un movente e magari anche l’opportunità di commettere il delitto, appare sensato cautelarsi richiedendo una consulenza legale. Di omicidi maturati in ambito familiare, Perry Mason non vorrebbe nemmeno sentir parlare, poiché non c’è niente di più comune. E tuttavia qualcosa convince il grande avvocato a occuparsi del caso: il mistero della sveglia ticchettante sepolta lassù in montagna.

L’incipit

A forte velocità, la decappottabile si inerpicava allegramente per la strada in salita. Le mani solidamente aggrappate al volante, Adele Blane non aveva occhi che per le curve, sebbene conoscesse perfettamente la regione. Aveva venticinque anni, ma sua sorella Milicent diceva sempre: “Adele non dimostra mai la sua età. A volte le si darebbero cinque anni di meno, altre volte venti di più”.
Seduto al suo fianco, Harley Raymand stringeva con forza la maniglia della portiera per non essere gettato contro la sua compagna. Teneva il braccio sinistro piegato sul petto, il gomito alzato. La sua ferita al gomito lo faceva ancora soffrire. I chirurghi dell’esercito erano riusciti a restituirgli l’uso del braccio, ma gli avevano raccomandato prudenza.
Un centinaio di metri sotto la strada, un torrente andava a frangersi sulle rocce, facendo sprizzare getti d’acqua.
La macchina oltrepassò un ponte sospeso e la strada divenne ancora più ripida. Alla sommità, raggiunsero un pianoro coperto di pini. A sinistra, il sole indorava con i suoi raggi le cime dei monti; le vallate, in basso, apparivano oscure. Un delicato odore di abete profumava l’aria. A destra, una leggera nebbia copriva la pianura, velandola di colori lattiginosi.
— Stanca? — domandò a un tratto Harley Raymand, guardando i lineamenti tesi della ragazza.
— No… solo un po’ preoccupata.
Affrontò abilmente una curva quasi ad angolo retto, poi, scorgendo davanti a sé tre o quattrocento metri di strada diritta, parve rilassarsi.

L’autore:

Erle Stanley Gardner (1889-1970), statunitense, è tra i più celebri giallisti di tutti i tempi. Dopo aver esercitato l’avvocatura e pubblicato numerosissimi racconti, a partire dagli anni Trenta si è dedicato esclusivamente alla narrativa. Con il personaggio di Perry Mason, accompagnato da un ampio e duraturo successo anche grazie alle trasposizioni televisive, ha prodotto una lunga serie di romanzi che rappresentano la vetta ineguagliata del giallo giudiziario, padre del moderno legal thriller.

L.

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