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Settantesima avventura del Principe delle Spie Malko Linge, in questa nuova ristampa di “Segretissimo SAS” (Mondadori), questo dicembre in edicola.

La scheda di Uruk:

70. Soffiata a Sofia [SAS 70] (La filière bulgare, 1983) di Gérard de Villiers [dicembre 2020] Traduzione di Mario Morelli

La trama

Piazzare una bomba in un albergo di Vienna soltanto per eliminare un trafficante sembra un po’ esagerato. Ma il turco ridotto a brandelli dall’esplosione, attivata a distanza con una tecnica tipica dell’intelligence, stava per trattare una merce ben più scottante del solito: un pezzo da novanta del KGB pronto a consegnarsi all’Occidente. Qualsiasi servizio segreto del mondo libero farebbe fuoco e fiamme per mettere le mani sul generale Fedor Storamov, organizzatore di un attentato passato alla storia, e la CIA non vede l’ora di accoglierlo a braccia aperte. Il problema è che, uscito di scena il tramite, l’unica persona al corrente della faccenda rimane la moglie, attualmente a Sofia forse in compagnia dell’aspirante disertore. Così ecco il piano: spedire in Bulgaria un agente camuffato da autista alla guida di un camion, con l’incarico di avvicinare la donna e, magari, anche di esfiltrare dal paese il generale nascosto in un doppiofondo. Per questa missione oltre la cortina di ferro che solo un pazzo accetterebbe, l’Agenzia vuole Malko Linge. E rifiutare non è da lui, anche se il Principe delle Spie sa che in caso di guai lo aspetta una lunga vacanza in un gulag sovietico.

L’incipit

Becik Galata soffiò voluttuosamente fuori il fumo del suo sigaro di lusso, un Montecristo numero 2, tenendo lo sguardo fisso sulle lunghe gambe nervose della contessa Hildegard von Brisbach. La donna gettò con un gesto calcolatamente disinvolto la sua pelliccia di leopardo un po’ consunta su una poltrona e posò sul turco lo sguardo divertito dei suoi occhi grigi, truccati con un ombretto color malva.
— Che cosa ce?
Il turco si grattò istintivamente il petto villoso. Il torace nudo usciva dal lenzuolo, grasso come quello di un porcellino pronto per essere arrostito, circondato alla vita da rotoli di lardo che lo avrebbero potuto salvare da molti naufragi. Gli occhi umidi avevano preso un’espressione quasi umana.
L’uomo fece con la bocca un rumore simile a quello di un lavandino che si vuota.
— Niente. Appena ti vedo mi viene voglia.
Che, in termini galanti… Hildegard gli rivolse un sorriso ironico.
— Non è una novità.
Inarcando la schiena, la donna si buttò indietro i capelli color mogano, sicura dell’effetto che quel gesto faceva sul suo amante, un oscuro trafficante turco fiero della sua relazione con un autentica contessa.
— Hai qualche noia? Quando ho chiesto di te alla reception, l’impiegato mi ha guardato con aria strana e ha controllato che
11 mio nome figurasse realmente su uno dei suoi registri. Poi due poliziotti mi hanno cortesemente pregato di mostrare cosa avevo nella borsa, prima di lasciarmi salire.

L’autore:

Nato a Parigi nel 1929 da una famiglia di militari con ascendenze aristocratiche, Gérard de Villiers inizia la carriera come giornalista, dopo essersi laureato in Scienze politiche. Nel 1965 scrive il primo romanzo con protagonista SAS, Sua Altezza Serenissima Malko Linge: SAS a Istanbul. Seguiranno 200 avventure di SAS, e De Villiers introdurrà nella spy story elementi di sesso e di violenza prima sconosciuti. L’autore è scomparso nel 2013.

L.

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