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Prima di darlo via, schedo questo numero d’annata.

L’illustrazione di copertina è firmata da Maurizio Campidelli.

La scheda di Uruk:

20. Estate Spia [agosto 2002] «Malko Linge, il principe delle spie»
SAS: sevizie a domicilio [SAS 13] (L’abominable sirène, 1969) di Gérard de Villiers – Traduzione di Bruno Just Lazzari
• TRAMA: Otto Wiegand, un criminale nazista, si è riciclato nei servizi segreti della Germania Est ed è diventato il numero uno della STASI. Ma ora ha deciso di cambiare bandiera, ha rubato un aereo e si è dato alla fuga con la bellissima moglie Stefania. Toccherà a SAS portarlo in Occidente.
Attento, SAS, ti fanno la forca! [SAS 14] (Les pendus de Bagdad, 1969) di Gérard de Villiers Traduzione di Mario Morelli
• TRAMA: Che ci fa SAS nella squallida prigione Irakena, dove le spie americane possono solo finire con un cappio al collo? Sta cercando di salvare Victor Aubin, un importante prigioniero della CIA, anche a costo di finire sul patibolo. Ma Malko Linge ha la pelle dura, ed è sempre sicuro di condurre a termine una missione. A qualunque costo.

L’incipit di “Attento, SAS, ti fanno la forca!”:

Malko ammiccò, abbacinato dai raggi del sole nascente, e si fermò un attimo. Il guardiano in divisa kaki, armato di mitra cecoslovacco, lo mandò con una spinta a raggiungere gli altri prigionieri chiusi nelle gabbie di legno: erano due e ricordavano i recinti in cui si tengono rinchiuse le bestie al mercato. Contenevano ognuna una mezza dozzina di condannati e si trovavano nell’angolo nord-ovest del cortile della prigione di Baakuba, a venticinque chilometri da Bagdad.
Erano le sei e mezzo del mattino: i dodici uomini che stavano per essere giustiziati erano stati svegliati circa mezzora prima. La notizia dell’imminente esecuzione si era sparsa in un lampo nelle celle che ospitavano quattrocento prigionieri politici. Quando le guardie irachene avevano trascinato Malko e i suoi compagni di sventura lungo i corridoi, un clamore assordante aveva riempito la prigione. I detenuti urlavano, picchiavano con le gavette contro le sbarre, pregavano ad alta voce, senza badare ai richiami dei guardiani.

L’incipit di “Sevizie a domicilio”:

Il bimotore girava lentamente sopra il puntino giallo, quasi continuamente sommerso dalle onde grigie dell’Atlantico. Era un vecchio apparecchio anfibio Catilina della Seconda guerra mondiale dato dagli americani ai russi a titolo di affitto e prestito, e di cui avevano cancellato alla svelta i contrassegni nazionali. Si distinguevano nettamente, sul fianco della carlinga e sotto le ali, le tracce di pittura grigia.
L’apparecchio aveva tentato a più riprese di posarsi, ma ogni volta, quando era appena a una ventina di metri di quota, il pilota aveva dovuto ridare tutto gas. Le onde, troppo forti, avrebbero spezzato la carlinga nel preciso istante in cui avesse toccato l’acqua.
Ancora una volta, il Catilina anonimo virò, mise la prua al vento e puntò verso il dinghy di gomma. Alettoni abbassati, eliche al minimo, scendeva dolcemente senza superare i centoventi allora. Impresa notevole, date le raffiche di vento e le condizioni del mare.
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L.

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