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Settantunesima avventura del Principe delle Spie Malko Linge, in questa nuova ristampa di “Segretissimo SAS” (Mondadori), questo gennaio in edicola un intrigo alla sudamericana per Malko Linge.

La scheda di Uruk:

71. Avventura a Paramaribo [SAS 71] (Aventure au Surinam, 1983) di Gérard de Villiers [gennaio 2021] Traduzione di Mario Morelli

La trama:

Liberare l’oppositore Julius Harb da un carcere del Suriname è un obiettivo primario. Ma non per ragioni umanitarie. Per gli olandesi, cacciati dal paese, Harb potrebbe essere la carta vincente con cui rovesciare il regime in carica. Anche la CIA è della partita. Alla Compagnia non piace l’impronta marxista che la giunta al potere ha dato alla rivoluzione con cui si è liquidata l’epoca coloniale. E ritrovarsi una replica della Cuba castrista nel cortile di casa sarebbe il peggiore degli incubi. Definito l’obiettivo, resta da decidere come raggiungerlo. Piuttosto che rivolgersi a qualche paladino dei diritti umani, forse è meglio ricorrere ai servizi di un agente specializzato nelle operazioni sul campo. Uno capace di destreggiarsi tra una spietata squadra di mercenari e un folle piano per rubare le due tonnellate d’oro della riserva nazionale. Magari uno come Malko Linge. Ormai l’hanno capito tutti che il Principe delle Spie non sa dire di no a una missione impossibile.

L’incipit:

Julius Harb camminava a passo rapido in Blauwgrondstraat, mescolandosi tra la folla delle persone in cerca di un ristorante, stordito dal frastuono delle radioline in funzione su ogni veranda, che trasmettevano ciascuna una musica diversa. Una delle poche libertà superstiti a Paramaribo: la musica, riversata a torrenti dalle radio locali tra un esortazione e l’altra a respingere immaginari mercenari pronti a piombare sulla Rivoluzione come tanti avvoltoi. Ogni sabato sera Blauwgrondstraat, tranquilla strada non asfaltata, all’estrema periferia nord di Paramaribo, nel quartiere giavanese, si trasformava in un enorme sagra dell’abbuffata. Praticamente davanti a ogni casa di legno sostenuta da pali si improvvisava un ristorante fatto di tavoli e di panche all’aperto. La famiglia cucinava e serviva in tavola. La gente arrivava dall’altro capo della città per gustare le specialità indonesiane, preparate con estrema cura.
Le più sofisticate di queste effimere trattorie erano rallegrate da luci al neon verdi e rosse, che illuminavano i clienti con bagliori spettrali. Le altre si accontentavano di lampadine nude.
Julius Harb passava in silenzio tra la folla, anonimo con i suoi jeans e la maglietta polo. Il suo viso da meticcio, dal naso un po’ schiacciato, era comunissimo. Rallentò e si fermò come se fosse incerto sul da farsi, tenendo lo sguardo fisso su una minuscola casetta verde un po’ discosta dalla strada, con la quale era collegata da una larga asse di legno gettata su un profondo fossato. Una casetta il cui silenzio contrastava con l’allegra animazione di Blauwgrondstraat.

L’autore:

Nato a Parigi nel 1929 da una famiglia di militari con ascendenze aristocratiche, Gérard de Villiers inizia la carriera come giornalista, dopo essersi laureato in Scienze politiche. Nel 1965 scrive il primo romanzo con protagonista SAS, Sua Altezza Serenissima Malko Linge: SAS a Istanbul. Seguiranno 200 avventure di SAS, e De Villiers introdurrà nella spy story elementi di sesso e di violenza prima sconosciuti. L’autore è scomparso nel 2013.

L.

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