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Trentunesimo appuntamento con il ciclo di antologie di “Segretissimo Special” (Mondadori) che presentano, in ordine cronologico, tutte le avventure di Chance Renard, il Professionista.

La trama:

Avventura, azione, spionaggio, esotismo ed erotismo. Chance Renard, il Professionista. Agente di ventura, impegnato in ogni angolo del mondo in missioni impossibili contro nemici sempre più feroci, sempre più letali. Al suo fianco donne troppo belle e troppo pericolose. E una sola regola: nessuna regola. Tornano tutte le avventure del Professionista, a partire dalle origini e con romanzi inediti scritti appositamente per colmare le lacune nella storia di una vera leggenda di Segretissimo.

Vladivostok Hit
Antonia Lake resta ciò che è. Un’assassina. L’ennesimo gioco del destino l’ha portata nel cuore di una nuova organizzazione, il Gruppo 666. Il numero della Bestia. L’élite della distruzione. E il suo primo contratto ha tutta l’aria di una prova d’ammissione. Ma eliminare un potente boss della yakuza giapponese a Vladivostok, ultima frontiera prima del Nulla, sembra uno scherzo in confronto all’incubo che l’aspetta. Per trascinarla negli abissi di un inferno siberiano.

Pietrafredda
A Parigi Chance Renard è innamorato. Davvero. Di una spogliarellista, naturalmente, ma è un sentimento nuovo e coinvolgente. Quando caid Mbarrek, boss della malavita algerina con legami con il Service Action, distrugge il suo sogno, il Professionista scatena una vendetta così feroce da costringerlo a trasferirsi a Gangland. Ma la sua vita ormai è intrecciata con quella di un clan di spietati sicari che non gli lasciano altra scelta che combattere fino alla vittoria. O alla morte.

L’incipit de “Vladivostok Hit”:

Vladivostok

All’alba la città era ancora prigioniera degli artigli di Ungem Khan. Lo spirito dannato del folle che voleva emulare Gengis ed era finito ucciso a tradimento non trovava pace. Sarebbe rimasto là per sempre. Gli spettri dei suoi generali giustiziati urlavano, trascinati dal vento e dai vortici di nevischio.
Il sole beffava tutti, spuntando a sorpresa dalle nubi per accendere lampi sulle putrelle dei cantieri, tra le cromature dei camion, persino sulle bitte del porto. Scintillìi demoniaci subito affogati nel grigio sporco della tormenta. L’anticamera di un universo disperato. Terra di morti. Vecchi e nuovi.
Picchi di carico, rotaie della vicina stazione merci, banchine, capannoni e rugginose navi alla fonda, mucchi di rifiuti coperti di croste scure. Cani randagi latravano distanti, sfidando i fantasmi.
Il Como d’Oro, la baia così orgogliosamente soprannominata dagli zar nel 1860, quando avevano costruito un porto come sbocco alla Transiberiana, era cupo, plumbeo, a eccezione delle lame di spuma. Giganteschi marosi s’infrangevano sui blocchi di cemento oltre una distesa di sassi.

L’incipit di “Pietrafredda”:

Parigi

Tra il sonno e la veglia c’è un momento magico in cui le donne rivelano quello che sono. Lana si muove come in una danza, dondolando il bacino tra le lenzuola di seta perlata.
I capelli biondi distesi sul cuscino, la schiena leggermente arcuata. Le natiche sfuggono dall’impaccio del tessuto rivelando una rotondità perfetta e tentatrice, come mele.
Uno spettacolo solo per me.
Appoggiato al davanzale della finestra, nella mia abitazione in Rue de La Rochefoucauld, rimango ad ammirarla con il sigaro in bocca, senza osare accenderlo. Mi basta gustare il profumo di lei rimasto sulle dita, nella stanza, mescolato ai nostri umori, alla passione condivisa. Ci conosciamo da soli quattro mesi ma sono convinto che quest’essenza resterà con me per sempre. La osservo rigirarsi, irrequieta, i lunghi capelli biondi, i lineamenti affilati, un po’ volpini, tipici delle russe di Mosca, gli occhi così incredibilmente azzurri… Non sono innamorato. No, davvero. Io sono un balordo, un “dritto” come si dice nell’ambiente. Per scelta, destino e volontà. E la
gonzesse me la son trovata al Théàtre, il locale di strip-tease su Boulevard de Clichy, a un passo da Pigalle. È la mia zona, il territorio del Professionista. Ci vivo da quindici anni, forse più. La Rochefoucauld è una strada in salita tra macellerie, club di lesbiche, fumetterie, sale da biliardo di tunisini e senegalesi. Un posto così… di malaffare, zingaro. Un po’ la mia fotografia.

L’autore:

Stephen Gunn è lo pseudonimo di Stefano Di Marino, uno dei più prolifici scrittori di spionaggio e avventura italiani degli ultimi decenni. Nato nel 1961, ha viaggiato in Oriente e ancora vi trascorre parte del suo tempo. Oltre alla scrittura si interessa di arti marziali, pugilato, fotografia e cinema, soprattutto quello orientale al quale ha dedicato numerosi saggi. Ha esordito con il suo vero nome pubblicando Per il sangue versato, Sopravvivere alla notte, Lacrime di Drago (Mondadori). Ha usato per la prima volta lo pseudonimo Stephen Gunn per firmare i romanzi Pista cieca e L’ombra del corvo (Sperling). Poi, venti anni fa, è nata la serie dedicata a Chance Renard, il Professionista. Scrive per siti e riviste di settore. Su Wikipedia, Stefano Di Marino e il Professionista hanno due voci distinte con bibliografia aggiornata e commentata del personaggio. Per saperne di più sull’autore, sul Professionista e sul suo mondo, cercatelo su Facebook, la fan page di Chance Renard-Il Professionista ed ecco il blog.

L.

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