Tag

, , , ,

Il settantanovesimo numero della collana “Il Giallo Mondadori Sherlock”, la prima al mondo a far rivivere ogni mese le gesta del celebre detective, presenta questo marzo una sfida alla ragione per il re dei detective.

La scheda di Uruk:

79. Sherlock Holmes. L’uomo che morì due volte (2021) di Luca Sartori [marzo 2021]

La trama

Sherlock Holmes si accosta alla finestra, sbircia tra le tendine e annuncia l’arrivo di un nuovo cliente. Il quale, saliti i diciassette scalini, sarà fatto accomodare dalla signora Hudson nel salotto del 221B di Baker Street, in attesa di sottoporre al grande investigatore la propria richiesta d’aiuto. Non si contano le occasioni in cui il dottor Watson ha assistito a queste entrate in scena, un rituale in grado tuttavia di suscitare sempre in lui il brivido dell’ignoto. E puntualmente denso di mistero si rivela il caso riferito dal visitatore, il dottor Bunbury. Presso la sede della Medical Society of London, dopo le riunioni dei soci, si verificano inspiegabili episodi di vandalismo ai danni dei ritratti dei fondatori. Piccolezze indegne dell’attenzione di Holmes? Non è questa l’opinione dell’interessato, che subito si dichiara pronto a indagare. Forse presagendo, per le imperscrutabili vie del suo intelletto superiore, i possibili sviluppi della vicenda, collegata in modo sorprendente a una donna che ha lasciato una traccia indelebile nel suo passato. E a un complotto concepito da una mente davvero diabolica.

L’incipit

— Lei mi offre sempre l’occasione di tenere in esercizio le mie facoltà mentali anche quando non ho casi interessanti per le mani, Watson. Ma in nome della nostra ormai quasi decennale amicizia apprezzerei che non avesse remore a parlarmi del problema di salute che affligge sua moglie. Non vedo il perché debba vergognarsene.
Holmes mi fissava con un’espressione inquisitoria non priva di quel piacere intellettuale che provava quando riusciva a sbalordirmi. Era seduto di fronte a me, nella sua poltrona preferita, e dava le spalle alla finestra. La pallida luce del pomeriggio autunnale filtrava attraverso le tendine di mussola azzurrina che la signora Hudson aveva appena fatto lavare per mandar via il forte odore di tabacco di cui erano impregnate. Io sedevo con il giornale tra le mani accanto al fuoco che ardeva nel caminetto e mi sforzavo di non lasciarmi sopraffare dalla malinconia. Secondo quello che leggo nei miei appunti, era il 18 ottobre 1890. L’ultima indagine di un certo rilievo, in seguito pubblicata con il titolo di Barbaglio d’Argento, risaliva alla fine di settembre, ma dopo che Holmes aveva brillantemente risolto il mistero della sparizione di uno dei cavalli da corsa più quotati di tutta l’Inghilterra, la sorte non gli aveva più concesso casi degni del suo acume; a dire il vero, si era occupato di un paio di faccende alquanto insipide che risparmierò alla pur sempre lodevole pazienza dei miei affezionati lettori.

Extra:

Il volume è impreziosito dal saggio: Sovrapposizione tra il grande gioco storico e quello degli apocrifi sherlockiani di Luigi Pachì.

“Non ricordo con esattezza quando ho avuto il primo incontro con Luca Sartori. Forse è stato durante un convegno holmesiano a Roma, o a Milano. Ma probabilmente eravamo addirittura già in contatto epistolare, visto che di suo, in passato, ho optato e successivamente pubblicato tre racconti lunghi per la collana di apocrifi in ebook “Sherlockiana” edita da Delos Digital, oltre a una serie di sue traduzioni e perfino due racconti in inglese.
Luca Sartori è una persona a modo, molto precisa e puntuale nel suo lavoro. Classe 1973, single, è nato a Torino, ma vive vicino a Urbino, nelle Marche. Ha vissuto anche a Milano e non esclude di trasferirsi ancora in futuro, magari all’estero. Ama tutto ciò che è vintage, e questo amore si riverbera anche nella sua attività letteraria.

L.

– Ultimi post simili: