Tag

, ,

La collana “I Classici del Giallo Mondadori” di marzo (n. 1442) presenta un romanzo apparso originariamente in Italia solo nel 1946, come numero 17 della celebre collana “Libri Gialli” Mondadori.

La scheda di Uruk:

1442. Il seme dell’odio (He Fell Down Dead, 1943), di Virginia Perdue [marzo 2021] Traduttore sconosciuto

La trama:

Edith ha incontrato Axel da appena una settimana e sono già sposati. Il classico colpo di fulmine che sembrerebbe preludere a un radioso avvenire per la coppia, se nubi oscure non si addensassero all’orizzonte. Durante la luna di miele Axel sopravvive per un soffio a uno strano incidente, e mentre lei è convinta che qualcuno abbia tentato di ucciderlo, lui minimizza l’accaduto. La sua ostinata reticenza non fa che insospettire Edith, che solo ora si rende conto di essersi unita nel sacro vincolo a un perfetto sconosciuto. E man mano che scopre qualcosa del marito – la discussa clinica a Los Angeles, la dubbia reputazione professionale, la situazione familiare piena di ombre – cresce la consapevolezza di aver commesso un errore irreparabile. Purtroppo è successo tutto all’improvviso, il corteggiamento, il matrimonio, e si è lasciata trascinare da una storia romantica come un film. Avrebbe invece dovuto ricordare che non sempre quel genere di film prevede un lieto fine.

L’incipit:

La roccia era là, da secoli, massiccia e salda, sulla sommità del precipizio. Tempeste innumerevoli vi si erano abbattute; la pioggia e i marosi ne avevano corroso la base e avevano scavato rigagnoli sulla ghiaia sottostante. Venti violenti avevano strappato i cespugli e gli arbusti che avrebbero dovuto trattenerla. Ma la roccia era ancora salda al suo posto in quella luminosa mattinata di luglio nella quale Axel si era sdraiato sulla stretta striscia di sabbia sottostante.
La testa era affondata nell’accappatoio di spugna avvolto a mo’ di cuscino; le magnifiche spalle abbronzate dal sole scintillavano nella luce infuocata; le lunghe gambe erano distese nude al sole cocente e, benché spossato da due ore di nuoto, il suo corpo sprizzava vitalità da tutti i pori. Axel dormiva, com’era abituato a fare in tutte le cose, con energia e determinazione.
Accanto al marito, Edith, rannicchiata sotto una coperta, era invece ben sveglia e agitata a causa di alcune scottature solari. La sua pelle era di quella specie chiara che fa le bolle e non si abbronza. Le ustioni le prudevano moltissimo, specialmente lungo l’orlo del costume da bagno di lana. In quella piccola insenatura riparata dal vento e dal mare il riverbero era tremendo e picchiava come un onda contro lo scoglio.
Edith strisciò fuori dalla coperta che la infastidiva.

L’autrice:

Virginia Perdue (1899-1945), statunitense, ha prodotto come giallista solo pochi romanzi, tutti pubblicati nel corso degli anni Quaranta. Due di questi hanno per protagonista l’investigatrice Eleanora Burke. È stata amica dello scrittore di fantascienza Robert Heinlein, del quale ha incoraggiato i primi passi letterari.

Extra:

All’interno, il racconto Capsicum di Marco Marinoni, vincitore del premio Giallo Piccante 2020.

L.

– Ultimi post simili: