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L’ottantesimo numero della collana “Il Giallo Mondadori Sherlock”, la prima al mondo a far rivivere ogni mese le gesta del celebre detective, presenta questo aprile un incubo senza fine per il re degli investigatori.

La scheda di Uruk:

80. Sherlock Holmes. Il filo rosso della morte (In Pursuit of the Dead, 2019) di Arthur Hall [aprile 2021] Traduzione di Giuseppe Settanni

La trama:

Un morto è tornato dall’aldilà a perseguitare i viventi. Questo evento alquanto inusuale, descritto in un’accorata richiesta d’aiuto, dovrebbe indurre Sherlock Holmes a recarsi sollecitamente nel lontano Cumberland. Ma il segugio di Baker Street, si sa, è immune alla fascinazione del soprannaturale, costituito a suo dire da fenomeni apparentemente inspiegabili che poi hanno una spiegazione fin troppo banale. È perciò soltanto cedendo all’insistenza del dottor Watson che accetta di occuparsi del caso. Per scoprire in seguito che la macabra vicenda portata alla sua attenzione, fra tombe scoperchiate e cadaveri sfigurati, è solo una tessera di un mosaico più ampio e complesso. Esiste infatti un filo sottile che la collega a strani episodi come un presunto sequestro e insolite presenze alla National Gallery di Londra. Una pista tortuosa e costellata di insidie che conduce alla donna più malvagia che Holmes abbia mai incontrato.

L’incipit:

All’epoca in cui si verificarono gli eventi che ho descritto nel presente racconto, si era creato un notevole affiatamento fra Sherlock Holmes e me, al punto che ero da lui invitato ad accompagnarlo in quasi tutte le indagini di cui sceglieva di occuparsi. Tale era lo stato dei nostri rapporti, quando il mio amico, alcuni mesi dopo il caso da cui era scaturita la nostra collaborazione, ricevette una lettera che diede inizio a una strana catena di eventi.
— Un invito inatteso, Watson — disse il mio amico, passandomi il contenuto di una busta attraverso il tavolo dove stavamo facendo colazione.
Lo presi e cominciai a leggere, mentre lui apriva il resto della corrispondenza con un coltello per il burro. La grafia denotava un carattere forte, anche se le lettere maiuscole sembravano vergate con mano meno salda.

«Egregio signor Sherlock Holmes,
mi trovo in una situazione disperata. Non posso rivolgermi alla polizia locale, per motivi che le confesserò a voce, qualora acconsentisse ad aiutarmi. Lei ha fama, perfino quassù dove vivo, di essere una persona interessata ai casi di natura insolita, e quello con cui sono attualmente alle prese è indubitabilmente tale.
Ha mai avuto a che fare, mi chiedo, con un morto che ritorna in vita per tormentare le persone conosciute prima di morire? Scommetto di no, o saranno stati maldestri tentativi di imbrogliare il prossimo, mentre nel mio caso la situazione è del tutto diversa.»

Extra:

Il volume è impreziosito dal saggio: Storie apocrife unite da un fil rouge… di Luigi Pachì.

«A distanza di venti volumi torna Arthur Hall, un autore che i nostri lettori hanno avuto modo di conoscere in passato attraverso un paio di opere apocrife proprio grazie a questa collana.
Di nazionalità inglese, Hall è nato nel 1944 ad Aston, un sobborgo di Birmingham. Lì era stata costruita una fabbrica di munizioni, e l’intero distretto venne devastato dai bombardamenti tedeschi. Dagli anni Sessanta, risiede in un villaggio semirurale vicino a Solihull, una cittadina in prossimità di Birmingham. Divorziato e con una figlia che ha superato i quarantanni, è appassionato di storia alternativa.»

L.

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