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L’ottantaduesimo numero della collana “Il Giallo Mondadori Sherlock”, la prima al mondo a far rivivere ogni mese le gesta del celebre detective, presenta questo giugno il secondo manoscritto dei Dossier Cthulhu

La scheda di Uruk:

82. Sherlock Holmes e gli orrori del Miskatonic (The Cthulhu Casebooks: Sherlock Holmes and the Miskatonic Monstrosities, 2017) di James Lovegrove [giugno 2021] Traduzione di Michele Piumini

La trama:

Quindici anni sono passati dal primo manifestarsi delle forze oscure. Sherlock Holmes e il dottor Watson – l’uno all’apice della sua dipendenza dalla droga, l’altro segnato dalla perdita dell’adorata moglie Mary – non hanno mai smesso di combattere un nemico che si cela al di là del visibile, presenze ultraterrene di cui il mondo non è ancora pronto a conoscere il segreto. A una nuova fase di questa lotta incessante sembra preludere la notizia che al Bedlam, il famigerato ospedale psichiatrico londinese, è ricoverato un paziente diverso da tutti gli altri. Nel suo delirio costui traccia geroglifici nella lingua arcana che rievoca ostili divinità arcaiche. Anche le condizioni fisiche, tra il volto sfigurato, le cicatrici diffuse e la mano sinistra troncata all’altezza del polso, testimoniano che qualcosa di terrificante debba essergli accaduto, forse durante un infausto viaggio sul fiume Miskatonic, nella Nuova Inghilterra, in cerca di una creatura mostruosa. Sfide sovrumane e fenomeni che sfuggono alla ragione si annunciano per i due inquilini di Baker Street, uniti come non mai nell’impresa di difendere la civiltà dall’assedio dei Grandi Antichi.

L’incipit:

“Non ho mai visto il mio amico in forma migliore, sia fisica sia mentale, di quanto fosse nel 1895.”
Così recita l’incipit del
Capitano di lungo corso, ma è una menzogna bella e buona. È vero il contrario: non avevo mai visto Sherlock Holmes in forma peggiore di quanto fosse quell’anno.
Il racconto lo descrive all’apice della sua carriera di consulente investigativo, pieno di illustri clienti che bussavano alla porta del 221B di Baker Street per assicurarsi i suoi servigi. Nei primi paragrafi avevo inserito con giudizio qualche nome altolocato, un aristocratico qui, un pontefice là. In altre mie cronache delle sue imprese del ’95, Holmes smaschera un despota dell’America Centrale nascosto a Londra, architetta l’arresto di una spia straniera decisa a impossessarsi di piani segreti per un sottomarino e scopre l’identità del ciclista barbuto che ogni sabato mattina segue la signorina Violet Smith nel tragitto da Chiltern Grange alla stazione ferroviaria di Farnham.
Tutto questo serviva a dare l’impressione che fosse professionalmente sulla cresta dell’onda, che godesse di ottima salute, che avesse un solido conto in banca, che la sua reputazione fosse smagliante e la sua gioia di vivere inesauribile.
Magari fosse stato così.

Extra:

Il volume è impreziosito dal saggio: Sherlock Holmes e i miti di Cthulhu di Luigi Pachì.

L.

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