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La collana “I Classici del Giallo Mondadori” di giugno (n. 1445) presenta un grande inedito.

La scheda di Uruk:

1445. Il problema del signor Priestley (Mr. Priestley’s Problem, 1927), di Anthony Berkeley [giugno 2021] Traduzione di Mauro Boncompagni
Inoltre contiene il racconto: Le scarpe rosse di Luigi Boccia

La trama:

Un esperimento psicologico. Non è altro che questo l’elaborata messinscena di cui si ritrova inconsapevole protagonista il signor Priestley. Ma lui crede a ogni cosa, perché sta finalmente vivendo l’avventura che gli è mancata nel corso di un’esistenza incolore e priva di scosse. La ragazza affascinante che disperatamente si affida a lui per recuperare lettere compromettenti da un ricattatore. Il tentato furto nella notte, lo smascheramento, lo sparo della rivoltella. E poi quel cadavere a terra con la camicia macchiata di sangue, prima della loro fuga come le romantiche coppie criminali di certi film. Di tutto ciò appare colpevole il signor Priestley, a dimostrazione di come possa trasformarsi un uomo tranquillo e inoffensivo in balia degli eventi. Esperimento riuscito, dunque, un successo per chi ha voluto mettere in moto una simile pazzia. Purtroppo, non è difficile prevedere che la situazione sfuggirà di mano. Terribilmente.

L’incipit

Il giovanotto agitò le braccia con forza. — Sei una testa di cavolo! — gridò. — Una rapa! Una zucca! Una… — Fece una pausa.
— Una lumaca! — concluse, abbandonando il repertorio orticolo. Matthew Priestley gli lanciò un occhiata mite attraverso gli
occhiali. — Dici davvero, Pat? — chiese, non senza stupore.
— Certo che sì. — Fermo sul tappeto davanti al focolare, il giovanotto contemplò il padrone di casa con estrema severità.
— Quanti anni hai, Priestley? — chiese alla fine.
— Trentasei — rispose l’altro, quasi scusandosi.
— Trentasei! — ripeté il giovanotto con disprezzo. — E quanti credi che te ne dia la gente?
— Trentacinque? — azzardò Priestley, ottimista.
— Per niente! Più probabile che te ne diano sessantacinque.
— Oh, no, Pat — protestò Priestley, addolorato.
— Come minimo, sessantacinque — ribadì fermamente il giovanotto. — E non ce da meravigliarsi. Sai cosa sei, Priestley?
— Be’, sì — rispose lui, un po’ dubbioso. — Sono una testa di cavolo, una zucca, una lumaca e…
— Sei un’ameba!
— Anche un ameba? — domandò Priestley, a disagio. — Ma perché, Pat?
— Be’, guardati!
Priestley obbedì. — A me sembra di essere sempre lo stesso — azzardò.
— È proprio questo il problema! — disse con forza il giovanotto. — Tu sei sempre lo stesso. Sempre!
— Ma mi cambio tutti i giorni — protestò Priestley.

L’autore:

Anthony Berkeley, pseudonimo del britannico Anthony Berkeley Cox (1893-1971), è tra i grandi autori dell’epoca d’oro del poliziesco. Dopo aver preso parte alla Prima guerra mondiale, ha iniziato a collaborare come giornalista con importanti testate, attività che per tutta la vita ha affiancato a quella di giallista. È stato tra i fondatori del Detection Club, e si è firmato anche Francis Iles e A. Monmouth Platts. Il suo personaggio più famoso è l’investigatore Roger Sheringham, protagonista di una decina di romanzi.

L.

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