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L’ottantatreesimo numero della collana “Il Giallo Mondadori Sherlock”, la prima al mondo a far rivivere ogni mese le gesta del celebre detective, presenta questo luglio un’avventura pericolosa nella capitale dei misteri.

La scheda di Uruk:

83. Sherlock Holmes e le nebbie di Londra (Sherlock Holmes and the London Particular, 2019) di Daniel D. Victor [luglio 2021] Traduzione di Giuseppe Settanni

La trama:

Un rettangolo di luce compare d’un tratto nella densa coltre caliginosa. È una porta aperta. Muovendosi a tentoni nell’impenetrabile cappa giallastra che pervade le vie della città, Sherlock Holmes e il dottor Watson varcano la soglia della casa al numero 11 di Boston Street. Li ha condotti sul posto un giornalista americano, a caccia della ragazza russa che gli ha rubato una collana di diamanti. Ciò che trovano tuttavia, nella stanza adibita a biblioteca, è un uomo riverso sulla scrivania di mogano, con la gola tagliata, in una pozza di sangue. Li attende poco dopo nella sala da pranzo un altro cadavere, quello di una donna, che giace sul pavimento accanto a un lungo tavolo di quercia. Appeso al collo spicca il gioiello trafugato, scintillante intorno al manico del piccolo coltello conficcato nel petto. Al duplice omicidio sembra in qualche modo collegato un esclusivo club maschile, ed è tra i notabili della società londinese che il grande segugio dovrà esercitare le sue doti investigative. Cercando la strada della verità nella fitta nebbia che avvolge tanto la metropoli quanto un caso dai minacciosi risvolti internazionali.

L’incipit:

Un ampio rettangolo di luce si parò all’improvviso davanti a noi nella fittissima nebbia.
— Che cos’è? — sbottai.
— Una porta aperta, Watson! — mi rispose Sherlock Holmes. Il tono era eccitato, ma la densa aria umida smorzò il volume della sua voce. — Seguitemi — disse, indicando il rettangolo illuminato.
Il sole era tramontato diverse ore prima, e con il buio la visibilità si era ridotta praticamente a zero, costringendoci a muoverci quasi a tentoni. Quella che al mattino era sembrata solo un’innocua velatura si era trasformata nelle ore serali in un’impenetrabile nebbia giallastra, del tipo che era solito invadere le strade di Londra nelle fredde notti invernali. Perfino adesso, a distanza di trent’anni, ripenso ancora con sgomento al periodo in cui quasi ogni giorno la città si trovava avvolta da una coltre soffocante, tanto fitta da disorientare spesso anche i più smaliziati e, a chi invece non ci fosse abituato, fare smarrire la strada appena messo piede fuori di casa.
— Oltre questo cancello! — ordinò Holmes. — Chiunque troveremo qui dentro potrà spiegarci dove siamo.
Orientandomi con la direzione da cui proveniva la sua voce, mi accodai a lui e al nostro nuovo amico, il giornalista americano Richard Harding Davis. Mossi pochi passi, fui abbastanza vicino per vedere Holmes indicare il pilastro a cui il cancello era incardinato. Avanzando ancora, riuscii a distinguere una targa di ottone su cui era inciso il numero 11. La fortuna ci aveva assecondato, conducendoci proprio davanti alla casa che stavamo cercando.

Extra:

Il volume è impreziosito dal saggio: Richard Harding Davis e la “London Particular” di Luigi Pachì.

L.

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