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Tornano le bancarelle ed ecco un vecchio numero de “I Gialli Mondadori“, con l’illustrazione di copertina firmata da Carlo Jacono.

La scheda di Uruk:

881. Perry Mason e gli eredi impazienti [Perry Mason 73] (The Case of the Horrified Heirs, 1964) di Erle Stanley Gardner [19 dicembre 1965] Traduzione di Lidia Ballanti
Inoltre contiene il racconto:
La resa dei conti (Bloehm’s Wall, da “EQMM”, settembre 1965) di George Emmett

La trama:

Due donne, che si sono viste una sola volta, molti anni fa, a un tratto si trovano coinvolte in una stessa vicenda, oscura e piena d’insidie, entrambe protagoniste involontarie di fatti inspiegabili e del tutto privi di logica. Le due donne sono completamente divise, per età e condizione sociale, eppure sembrano accomunate da uno stesso destino, legate, come due burattini ingarbugliati, a uno stesso filo che pende dalle mani di un burattinaio inesorabile: la morte. Soltanto il coraggio e l’intuizione di Perry Mason, sostenuti dalla preziosa collaborazione di Paul Drake e di Della Street, riusciranno a fare piena luce sulla torbida vicenda e a trovare la risposta ai più oscuri interrogativi.

L’incipit:

Il delitto non è un’azione che nasce dal nulla e finisce nel nulla: è frutto dell’avidità, dell’avarizia, dell’odio, della vendetta o, forse, della paura; e, come un sasso gettato in uno stagno manda tante piccole onde concentriche fino alle sponde più lontane, così il delitto arriva a toccare la vita di molte persone.
Il primo sole della mattina filtrava dalle fessure della finestra di una camera privata dell’Ospedale Phillips.
I rumori del traffico nella strada, ridotti a un ronzio sommesso durante la notte, incominciavano a crescere di volume. I passi delle infermiere nei corridoi acceleravano il ritmo, indicando la ripresa dell’attività giornaliera.
S’incominciò a lavare i pazienti, a misurarne la temperatura, a prelevarne i campioni di sangue per le analisi. Poi fu l’ora della prima colazione e numerosi vassoi incominciarono a sfilare, diffondendo lungo i corridoi l’aroma del caffè che copri temporaneamente l’odore pungente dei disinfettanti.
Alcune infermiere, munite di siringhe ipodermiche sterilizzate, entrarono con passo rapido nelle stanze dei pazienti in attesa di essere sottoposti a operazioni chirurgiche,
somministrando un primo sedativo che li avrebbe calmati e preparati all’anestesia.
Lauretta Trent si rizzò a sedere sul letto e sorrise debolmente all’infermiera:
– Mi sento meglio – dichiarò con voce fievole.
– Il dottore ha detto che verrà a vedervi questa mattina, non appena uscirà dalla sala operatoria – le annunziò l’infermiera con un sorriso incoraggiante.
– Ha detto che potrei tornare a casa? – domandò la paziente in tono ansioso.
– Questo dovrete domandarlo a lui – rispose l’infermiera. – Ma dovrete osservare una dieta scrupolosa, almeno per un po’. Quest’ultimo attacco è stato veramente molto, molto grave.
Lauretta sospirò. – Vorrei proprio conoscerne la causa. Ilo cercato di stare attenta. Devo essere affetta da qualche allergia.

L.

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