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La RBA Italia dal 3 settembre inizia a portare in edicola la collana settimanale di libri “Le Cronache di Excalibur – I miti di Re Artù“.

La collezione è composta da 60 uscite. A parte la prima uscita, al prezzo-lancio di € 2,99, e la seconda uscita (doppia) al prezzo di € 9,99, tutte le altre uscite sono di € 9,99: il totale, calcolatrice alla mano, il prezzo totale è di € 582,41.

Come capita troppo spesso in queste iniziative, non è riportato il nome dell’autore del testo, al massimo nel colophon a fine libro c’è un «© Álvaro Marcos per il testo del racconto», scritto piccolissimo: è dunque quello il nome dell’autore del libro? Perché allora non riportarlo insieme al titolo, cioè al suo giusto posto?

Alcuni titoli della collana:

    • Il Mago Merlino e il potere del drago
    • Il Re Artù ed Excalibur nella roccia
    • La fata Morgana e il fuoco della vendetta
    • La ricerca del sacro Graal
    • Il Mago Merlino nella Torre Oscura
    • Il potere di Camelot e la terra maledetta
    • La Dama del lago e il segreto di Avalon
    • Il Re Artù contro gli undici regni
    • La ricerca del Graal e le armi sacre
    • L’isola di Avalon e le antiche divinità
    • La fata Morgana e il tradimento del sangue
    • Il Mago Merlino e la profezia dei druidi
    • Il potere di Camelot e la fortezza perduta
    • La Dama del lago alla corte di Artù
    • Il Re Artù e la battaglia per la corona

L’incipit de “Il Mago Merlino e il potere del drago”:

Non appena il sole si ritirò, le ombre si abbatterono sul villaggio come se fossero rimaste tutto il giorno in agguato, incombenti, come se avessero saputo che, trascorsa la notte dell’equinozio, il loro regno avrebbe iniziato il lento declino per lasciare il passo a quello della luce e al suo potere fecondo. Così, non appena l’eco dell’ultimo rintocco di campana si dissolse nel tramonto con la sua roca voce bronzea, Carmarthen si immerse in un silenzio denso quanto l’oscurità che l’avvolgeva. Nonostante l’imminente arrivo della primavera, si aveva l’impressione che un’aria di disagio, di estraneità, di timore attanagliasse il villaggio nelle tenebre e la sua gente. Molte generazioni prima, quella giornata — che segnava la fine della lunga notte invernale e il ritorno della vita – sarebbe stata di festa, con musica, balli e sacrifici in onore degli antichi dei benefattori; una grande festa annaffiata da abbondante idromele fino a tarda notte, senza curarsi del freddo, della pioggia o della neve. Le cose, tuttavia, erano cambiate.
Molto tempo prima, erano giunti due apostoli del Dio unico e a poco a poco la gente nell’isola aveva cominciato ad abbracciare il suo rigoroso credo. Prima lo avevano fatto i signori e poi i contadini. Erano in molti a essersi fatti sedurre dalla promessa di una salvazione miracolosa ed eterna e dalla sicurezza di un potere superiore alla notte e al fuoco. La notte e il fuoco che fino ad allora erano stati loro amici.

L.

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