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La collana “Il Giallo Mondadori” di settembre (n. 3207) presenta la nona indagine dell’ispettore Lestrade.

La scheda di Uruk:

3207. Lestrade e la danza dei nove [Lestrade 9] (Lestrade and the Sign of Nine, 1992) di M.J. Trow [settembre 2021] Traduzione di Mauro Boncompagni

La trama:

Resti umani. Sono quelli portati alla luce dai lavori di scavo nelle fondamenta di un edificio, quando il piccone di un operaio si è conficcato nel corpo mutilato di una donna, senza testa, braccia e gambe, sepolto nell’argilla londinese. Il macabro ritrovamento è però destinato a rimanere avvolto nel mistero, almeno finché l’attenzione di Sholto Lestrade, ispettore di Scotland Yard, è assorbita da un’agghiacciante serie di omicidi. Le vittime si susseguono, accomunate da uno stesso modus operandi, ossia l’uccisione mediante colpi devastanti sferrati alla testa. A complicare il rebus, un indizio materiale che forse non ha alcun nesso con il caso, e il fatto che dalle descrizioni dei testimoni oculari emerga il ritratto di un assassino camaleontico, capace di mutare a volontà forma e aspetto. Infine, a degno coronamento del tutto, un antico gioco dal nome arcano collegato al disegno di un labirinto che ricorda una ragnatela geometrica. Ecco, al povero Lestrade condurre questa indagine sembra proprio come vagare all’interno di un labirinto: a ogni angolo gli si para davanti un ostacolo, ogni mossa lo porta a un vicolo cieco, ogni barlume di speranza si infrange contro una barriera impenetrabile.

L’incipit:

Il gentiluomo con il viso lugubre e le fedine obsolete si mise a girare un’ultima volta per le fondamenta dell’edificio che aveva progettato. Tirava calci, in quel modo malinconico tipico degli architetti, ai basamenti degli scarichi che in un altro mondo, meno dominato dal senso pratico, si sarebbero congiunti agli orinali usati dagli illustri personaggi dell’opera per fare i loro bisogni. Che bello sarebbe stato vedere il Don Giovanni mozartiano pisciare mano nella mano col Pipistrello straussiano.
Più in basso, dove gli antichi Britanni avevano gettato un’infinità di cose nell’argilla londinese, due operai, muniti di vanga e piccone, menavano dei grandi colpi ai sedimenti grigiastri e compatti del suolo. Il sudore scorreva dai loro berretti di pelle e inzuppava le sciarpe che i due avevano legato strettamente intorno al collo.
— Come vanno le cose con Hegel, Clarence? — chiese il più anziano della coppia, arrotolandosi di nuovo le maniche della camicia che erano scivolate giù.
— Alla perfezione, Arthur — rispose il compagno, imprecando mentre il piccone impattava contro un masso particolarmente ostico. Le scintille schizzarono all’insù. — Ho apprezzato soprattutto il suo concetto di essere.

L’autore:

Nato in Galles nel 1949, M.J. Trow si è laureato in storia e ha insegnato per trentacinque anni. Adesso si dedica alla scrittura a tempo pieno e ha pubblicato decine di romanzi e biografie. Una delle sue serie è incentrata sulla figura di Lestrade, il personaggio che compare nelle storie di Sherlock Holmes.

L.

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