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Prima di darlo via presento questo numero de “Il Giallo Mondadori” risalente alla direzione Alberto Tedeschi.
L’illustrazione di copertina è firmata come di consueto da Carlo Jacono.

La scheda di Uruk:

702. Razza di duri (Hunter at Large, 1961) di Thomas B. Dewey [15 luglio 1962] Traduzione di Laura Grimaldi e Stefano Tramonte
Inoltre contiene il racconto:
Omicidio in famiglia (probabilmente The Shy Man and the Lemon Tarts, da “EQMM”, maggio 1962) di Michael Zuroy

La trama:

Mickey Phillips attraversa la stanza, gira la maniglia, spalanca la porta. Sulla soglia ci sono due uomini: uno alto, robusto, con un cappello di feltro grigio. L’altro massiccio, più anziano, con occhiali dalle lenti spesse… Quando i due uomini entrano, con loro entra la morte. Una morte lenta, terribile, spietata, che sconvolge l’intera esistenza di Mickey. Ma ì due uomini commettono un errore: non uccidono Mickey Phillips. Rilasciato dall’ospedale cinque mesi più tardi, Mickey viene a sapere che la polizia non ha ancora scoperto niente sui due uomini. E allora decide di vendicarsi da solo. Non avrà più pace finché non avrà trovato e ucciso gli individui che gli hanno fatto tanto male. In un crescendo di «suspense», seguiremo Mickey attraverso l’America, nella sua caccia all’uomo che non può finire che in un modo…

L’incipit:

Giunse a casa che era quasi buio. Percorrendo il viottolo polveroso e accidentato, Mickey Phillips si abbandonò ad un intimo borbottamento. Doveva farne di strada per rincasare, e dopo un turno di servizio di ventiquattro ore, sembrava ancora più lunga. Nessun altro della polizia abitava così fuori mano.
Sempre borbottando fermò la macchina sullo spiazzo ghiaioso antistante la decrepita baracca che aveva tutta l’aria di un granaio, ma che era destinata a fungere da rimessa. Non poteva ancora essere usata come tale, però, stipata com’era di ciò che Mickey aveva chiamato rottami tarlati, suscitando l’indignazione di Kathy.
– Non sono affatto rottami! – aveva protestato lei. – Sono mobili antichi autentici, che possono essere perfettamente restaurati. Aspetta e vedrai.
Il morale gli si risollevò non appena ebbe imboccato il sentierino laterale che conduceva alla porta d’ingresso. Nell’aria tiepida aleggiava la fragranza dell’erba, e delle siepi appena innaffiate, e il profumo dei fiori che Kathy era riuscita a far sbocciare dall’arido terreno rimasto tanto tempo incolto. Se era vero che nessuno della polizia abitava fuori mano come lui, era anche vero che nessun altro aveva una Kathy come la sua. La “fattoria” era stato il sogno e il desiderio ardente di Kathy, e se lei avesse voluto anche la luna, Mickey si sarebbe fatto lanciare nello spazio con ganci e catene, per rimorchiargliela a casa.

L.

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