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La collana “Il Giallo Mondadori” di novembre (n. 3209) presenta la ventinovesima indagine del sovrintedente Roderick Alleyn.

La scheda di Uruk:

3209. L’isola delle ombre [Roderick Alleyn 29] (Last Ditch, 1976) di Ngaio Marsh [novembre 2021] Traduzione di Giuseppe Settanni

La trama:

Ricky Alleyn, figlio di un poliziotto, aspira a fare il romanziere. Si è perciò rifugiato su un’isola nel Canale della Manica, dove spera di sfruttare il periodo di vacanza in cui le università sono chiuse scrivendo un libro. Sistematosi presso una famiglia nel villaggio di Deep Cove, non tarda ad accorgersi che l’ambiente offre fin troppi spunti alla sua ispirazione. Saranno i piccoli segreti di una comunità che vive in un mondo a parte, o forse la sua istantanea infatuazione per una donna del posto, di una bellezza conturbante, oppure l’aria di mistero, tra luoghi solitari, notti gelide e strani comportamenti di personaggi ancora più strani: tutte queste cose insieme sembrano fatte apposta per stimolare la sua vena creativa. Poi però la cornice idilliaca si rompe, quando Ricky si ritrova a fissare il volto sfigurato di un cadavere dentro un fossato, con la bocca piena di fango e gli occhi sbarrati. Allora una materia così promettente per uno scrittore cambia di segno e si rivela più adatta allo sguardo di un investigatore. Per fortuna c’è suo padre, il sovrintendente Roderick Alleyn, avvezzo per mestiere a infilare le mani in un nido di vipere.

L’incipit:

In occasione del suo primo incontro con i Pharamond, al di là dell’accoglienza cordiale, Ricky Alleyn avvertì qualcosa d’inafferrabile, nel modo di fare di quella famìglia. O comunque questa è l’impressione che ebbe.
Aveva cominciato a farsi un’idea della personalità dei padroni di casa ancor prima di vedere il salotto, una grande stanza arredata in maniera eccentrica ma simpatica, con pareti giallo limone e il lucido pavimento coperto da tappeti cinesi di squisita fattura, ancorché logori per l’uso. Due quadri che si fronteggiavano dai lati opposti calamitavano l’attenzione: nel primo, era ritratto un arcigno gentiluomo in uniforme e, nell’altro, una gran dama dal seno prorompente che brandiva con aria autorevole un ventaglio. Appesi in giro senza ordine apparente dei disegni privi di cornice, uno dei quali sconfinava alquanto nell’osceno, per il soggetto e per il modo fin troppo audace con cui l’autore l’aveva raffigurato.
Distogliendo lo sguardo da quegli oggetti tra loro incompatibili, si era voltato verso il vasto cielo e il mare che si scorgevano dalle finestre, quando Jasper Pharamond entrò in fretta per salutarlo.
— Ricky Alleyn! — esclamò. — Che piacere. Siamo tutti felicissimi.
Strinse cordialmente la mano di Ricky, la lasciò andare, e con un cenno lo invitò ad accomodarsi. — Somiglia a entrambi i suoi genitori — osservò. — Complimenti.

L’autrice:

Ngaio Marsh, nata nel 1895, neozelandese, ha studiato al Canterbury College School of Art e ha lavorato per anni in teatro come attrice, autrice, produttrice e regista, esperienza questa che traspare anche nei suoi polizieschi, soprattutto nel sapiente utilizzo dei dialoghi e nella descrizione di scene e personaggi. L’autrice ha vinto il Grand Master Award nel 1978 ed è scomparsa nel 1982.

L.

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