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Il nuovo caso dell’avvocato Daniel Pitt.

La scheda di Uruk:

3210. Tre volte colpevole [Daniel Pitt 2] (Triple Jeopardy, 2018) di Anne Perry [dicembre 2021] Traduzione di Marco Bertoli

La trama

Un diplomatico inglese di stanza a Washington è inseguito da un’accusa infamante. Dopo essersi introdotto nella camera da letto della figlia di un notabile locale, l’avrebbe aggredita lacerandole i vestiti per poi rubarle un gioiello e darsi alla fuga. Rifugiatosi alla sua ambasciata, si sarebbe avvalso dell’immunità per poter rientrare in patria. La riprovevole storia, alquanto incresciosa per i rapporti fra i due paesi qualora se ne dimostrasse la fondatezza, viene portata all’attenzione dell’avvocato Daniel Pitt. Uno stratagemma per chiamare l’uomo a rispondere del presunto crimine davanti alla legge, aggirando l’ostacolo dell’immunità, sarebbe imputarlo di un qualche altro crimine, commesso però sul suolo nazionale; intendendosi con ciò l’intera giurisdizione della Corona, compresa dunque la stessa ambasciata a Washington. In effetti è proprio quello che accade, sulla base di un episodio di malversazione provvidenzialmente venuto alla luce in America. Manca solo che un omicidio contribuisca ad aggravare ulteriormente la posizione del diplomatico, ed ecco che i conti per Pitt non tornano più. Forse, sotto i suoi occhi, sta prendendo forma una diabolica montatura.

L’incipit

Daniel suonò il campanello e fece un passo indietro. Era nervoso, perché? Era a casa dei suoi genitori, la stessa in cui era cresciuto. Aveva venticinque anni e vi tornava sovente. Ma quella volta era diversa.
Lo era perché sua sorella maggiore Jemima era tornata dall’America con il marito e le figlie piccole, Cassie e Sophie. Daniel non vedeva la sorella da quattro anni; il cognato Patrick Flannery non l’aveva mai incontrato, e così pure le nipotine. In quel periodo la sua vita e quella di Jemima erano mutate in modo radicale. Lui si era laureato a Cambridge, aveva superato gli esami di diritto e ora faceva l’avvocato, il suo sogno da sempre. Jemima si era sposata, aveva abitato a New York e al momento viveva a Washington. Un tempo aveva definito Daniel “idealista e ingenuo”. Certo, lui da allora era cambiato, ma forse era cambiata anche lei. Il loro rapporto per Daniel era un punto fermo; erano talmente a proprio agio luna con l’altro da potersi permettere di discutere su cose importanti e su cose sciocche. Jemima aveva tre anni più di Daniel.
Gli dispiaceva che avesse sposato un americano e fosse andata a vivere tanto lontano? No, perché lei era felice. Era comunque destinata a sposarsi e i legami cambiano, nel tempo si ampliano per includerne di nuovi. Quando lei aveva nove anni e lui sei, Jemima lo comandava a bacchetta. Daniel non l’avrebbe più tollerato, ma lei forse avrebbe conservato una traccia di quell’abitudine. Nel caso, avrebbe di sicuro accettato con grazia il suo rifiuto… Daniel lo sperava.

L’autrice:

Anne Perry nasce a Londra nel 1938. Terminati gli studi incomincia a girare il mondo, facendo la hostess sugli aerei e a terra e lavorando anche nel settore alberghiero e in quello della moda. Tornata in Inghilterra nel 1972, dopo un lungo periodo trascorso negli Stati Uniti, la Perry inizia a scrivere romanzi storici. Il successo però le arride solamente quando ha l’idea di realizzare un romanzo poliziesco ambientato in epoca vittoriana. Incomincia così la serie dedicata all’ispettore Pitt, a cui farà seguito, qualche tempo dopo, quella incentrata sull’ispettore Monk. Entrambe le serie hanno ottenuto una vasta popolarità in Gran Bretagna e in tutto il mondo.

L.

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