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L’ultima avventura di un eroe indimenticabile

La scheda di Uruk:

1662. Il Professionista: obiettivo sconosciuto (2021) di Stephen Gunn (Stefano Di Marino) [dicembre 2021]

La trama:

Chance Renard ricorda chi è e, soprattutto, ricorda chi ha causato il gravissimo trauma che per mesi gli ha cancellato la memoria. Ora cerca vendetta, ma per compierla deve rivivere una drammatica missione in una Hong Kong agitata dai disordini sociali e ancora sconvolta dagli effetti della pandemia. Il suo obiettivo è la definitiva distruzione di Vorachek, il capo delle operazioni del Progetto Loki. Ma è davvero così? Seguendo una traccia che lo porta in Africa, in Ungheria e nell’arcipelago delle Ebridi, il Professionista si trova una volta di più a intrecciare una guerra personale con una complessa vicenda nella quale il suo stesso nemico deve combattere per la sopravvivenza all’interno della sua organizzazione. Tra alleati vecchi e nuovi, Chance si inoltra in un territorio infido dove, prima della fine, lo aspetta una rivelazione in grado di sovvertire ogni pronostico.

L’incipit:

Corsica, oggi

L’imbarcazione solcava le acque agitate. Dopo due ore di esercitazioni nautiche non lontano dalla costa, il marinaio riteneva fosse ora di rientrare. Sentiva il fruscio del vento sulla vela, avvertiva gli schizzi salmastri sulla pelle, le dita erano indurite tra le scotte e il timone.
Andare per mare ripuliva la mente, o almeno così sperava.
A mano a mano che si avvicinava alla terraferma, le rocce plasmate da secoli di venti furiosi sembravano assumere forme magiche. Orsi, falchi, draghi… O magari erano solo gli incubi che emergevano da chissà dove per venire a tormentarlo.
Da quando aveva recuperato la memoria, gli pareva che il passato fosse un nemico oscuro e feroce che lo divorava con attacchi imprevisti e imparabili. La routine della navigazione, l’attenzione dovuta al mare, severissimo maestro, lo aiutavano a vivere nel presente senza farsi trascinare indietro nel tempo o attirare verso un futuro di dolorose incertezze.
Fece un’ultima virata per dirigere la prua verso la darsena coperta da un tetto di legno scuro incrostato di alghe. Non era una manovra difficile, ma richiedeva precisione e accortezza perché quelle erano acque traditrici e il vento poteva cambiare all’improvviso e spingerlo verso gli scogli. I bruschi mutamenti del mare erano sempre in agguato, pronti a cogliere l’uomo in errore e a punirlo.
Come la vita.
Allentò la scotta della randa con gradualità. L’abbrivio, se aveva calcolato bene, lo avrebbe portato ad affiancarsi alla banchina.

L’autore:

Stephen Gunn è lo pseudonimo di Stefano Di Marino, uno dei più prolifici scrittori di spionaggio e avventura italiani degli ultimi decenni. Nato nel 1961, ha viaggiato in Oriente e ancora vi trascorre parte del suo tempo. Oltre alla scrittura si interessa di arti marziali, pugilato, fotografia e cinema, soprattutto quello orientale al quale ha dedicato numerosi saggi. Ha esordito con il suo vero nome pubblicando Per il sangue versato, Sopravvivere alla notte, Lacrime di Drago (Mondadori). Ha usato per la prima volta lo pseudonimo Stephen Gunn per firmare i romanzi Pista cieca e L’ombra del corvo (Sperling). Poi, venti anni fa, è nata la serie dedicata a Chance Renard, il Professionista. Scrive per siti e riviste di settore. Su Wikipedia, Stefano Di Marino e il Professionista hanno due voci distinte con bibliografia aggiornata e commentata del personaggio. Per saperne di più sull’autore, sul Professionista e sul suo mondo, cercatelo su Facebook, la fan page di Chance Renard-Il Professionista. È scomparso nel 2021.

L.

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