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Non è un paese per vecchi detective.

La scheda di Uruk:

3211. Stranieri [detective senza nome 39] (Strangers, 2014) di Bill Pronzini [gennaio 2022] Traduzione di Mauro Boncompagni

La trama:

Nessuno vorrebbe vivere a Mineral Springs, sperduta cittadina del Nevada, a meno di non essere interessati a cercare l’oro. Miniere, due piccoli casinò, qualche motel. C’è poco altro in questo agglomerato di sogni e disperazione in mezzo al deserto. Solo un motivo molto serio può aver trascinato Bill fin qui dalla sua agenzia investigativa di San Francisco. Un motivo come la telefonata che ha ricevuto da una sua ex dopo vent’anni di silenzio. Un appello straziante a intervenire per salvare il figlio, diciannovenne problematico, accusato ingiustamente di avere stuprato tre donne. Come dire di no? Bill è a un passo dal ritiro, scivola sempre più verso la vecchiaia, ma la sua professione consiste nell’aiutare la gente in difficoltà. Non è solo un lavoro, è una ragione di vita. Il giovane Cody e sua madre hanno davvero bisogno di lui, tanto più in una comunità chiusa e retriva che li ha già condannati e sembra intenzionata a fargliela pagare senza aspettare le lungaggini della giustizia. Prima di partire, Bill ha promesso di stare lontano dai guai. Una promessa che non gli sarà facile mantenere, straniero in terra straniera.

L’incipit:

Una piccola città all’uscita dell’autostrada 80, nel cuore del distretto delle miniere d’oro a nord dello Stato, sorta nel deserto e prosperata all’improvviso grazie al prezzo dell’oro (che al momento si aggirava sui milleduecentocinquanta dollari all’oncia) e a una dozzina di miniere grandi e piccole, ancora in funzione, che producevano milioni di once all’anno. Capitale della contea di Bedrock, con una popolazione di quattromilatrecento anime nell’ultimo censimento, Mineral Springs era una cittadina praticamente isolata, dato che il posto più vicino, Battle Mountain, distava più di trenta miglia. La maggior parte dei residenti, quasi tutti colletti blu, lavorava nell’industria mineraria, nell’agricoltura o nell’allevamento del bestiame. Lì sorgevano due piccoli casinò, un bordello munito di licenza e un gruppetto di motel sulla strada principale che si estendeva per sei isolati, mentre nelle vie laterali c’erano dei piccoli negozi. Un grande centro commerciale era in costruzione vicino all’autostrada, ma per il resto c’era ben poco da raccomandare a Mineral Springs, a meno che non si fosse interessati a cercare l’oro, a correre sui fuoristrada, a esplorare le rovine di vecchie città fantasma, o a fare qualche puntata nell’entroterra per giocare d’azzardo.
Quello era in pratica tutto ciò che sapevo su Mineral Springs, grazie alle ricerche fatte da Tamara su Internet, quando arrivai alle sei e mezzo di un freddo ma sereno martedì sera verso la fine dell’autunno. Il viaggio di quattrocentocinquanta miglia da San Francisco aveva richiesto più di otto ore, con un paio di soste per riposare e fare benzina lungo il tragitto, e avevo gli occhi annebbiati, mi sentivo tutto intirizzito ed il mio corpo desiderava più di tutto era qualcosa da mettere sotto i denti e poi otto o nove ore di sonno ininterrotto. Ma ci sarebbe voluto ancora un po’ prima che potessi mettermi a letto. Magari anche parecchio.

L’autore:

Bill Pronzini, nato nel 1943 in California, dopo vari impieghi e lunghi soggiorni all’estero si è affermato come uno dei nomi più significativi della cosiddetta “scuola californiana” del giallo. I suoi numerosi romanzi, più di una settantina, gli hanno fruttato diversi riconoscimenti fra cui tre Shamus Awards. Lo scrittore vive in California con la moglie, la giallista Marcia Muller.

L.

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