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Complotto yemenita per Malko Linge.

La scheda di Uruk:

83. Una valigia tira l’altra [SAS 83] (Coup d’état au Yémen, 1986) di Gérard de Villiers [gennaio 2022] Traduzione di Mario Morelli

La trama:

Il peggior nemico per un uomo della CIA è una donna. Jack Penny, purtroppo per lui, non l’ha tenuto a mente e si è lasciato coinvolgere in un legame sentimentale. Grave imprudenza, soprattutto quando si lavora sul campo in un posto come lo Yemen. Il paese, fermo a uno stadio feudale e isolato dal mondo, da una decina d’anni è spezzato a metà. Quello del Nord rientra nella sfera d’influenza occidentale, mentre quello del Sud è un satellite dell’Unione Sovietica. E qui sta il problema. I russi sono dappertutto. L’errore di Jack è stato fare qualche domanda di troppo dopo aver visto due valigette dall’aria sospetta in casa della sua amante. Agli agenti di Mosca basta questo per preparargli una brutta sorpresa. Non possono permettersi interferenze nei piani per un attentato ad altissimo livello che si sta organizzando. Ma c’è una sorpresa ancora più brutta in serbo per loro: l’entrata in scena di Malko Linge. Perché il peggior nemico per un uomo del KGB non è una donna. È il Principe delle Spie.

L’incipit:

Un gatto nero, senza coda, coperto di mosche, miagolava in equilibrio su un bidone delle immondizie. Oleg Kopecki voltò la testa e si fermò davanti a una delle passerelle che scavalcavano l’enorme fogna scoperta, profonda più di due metri, che divideva in due la Ring Road. Data la carenza di scarichi, l’utilità di tale fogna, l’unica di Sanaa, appariva dubbia. In realtà era una trappola per gli automobilisti distratti o maldestri che ci finivano dentro.
Un cartello attaccato alla passerella indicava AL GHALEDI GROUP e una freccia era rivolta verso l’altro lato della strada. Lì sorgeva, tra una viuzza sassosa e un terreno incolto, un palazzo moderno di quattro piani. La facciata marrone era tutta lavorata e i locali commerciali al pianterreno erano protetti da serrande di ferro. Oleg Kopecki, in attesa di un momento di calma nel traffico, si asciugò la fronte con un fazzolettone a scacchi. Il sole picchiava ancora forte e nemmeno il berretto di tela bianca riusciva a proteggerlo. Aveva lasciato la sua Mercedes 200 grigia all’angolo di Az Zubayri Road, duecento metri più in là.
Si guardò istintivamente intorno. Sul marciapiede che aveva appena lasciato vide solo un droghiere sdraiato su sacchi di semola davanti al suo baracchino, con la guancia sinistra gonfiata da una grossa cicca e lo sguardo perso nel nulla. Anche se tutto l’esercito sovietico gli fosse sfilato davanti non ci avrebbe fatto caso.
Effetto del qat: le foglie di un arbusto che cresceva un po’ dappertutto, che venivano masticate per ore e il cui succo procurava uno stordimento passeggero, simile a quello procurato dall’oppio. La follia dello Yemen. Tutti i pomeriggi, la vita rallentava o si interrompeva fino alla preghiera della sera. Tutti “qatavano”. Da soli. Con amici. A casa loro. Al lavoro. Dappertutto. Talvolta un guidatore di taxi troppo euforico si schiantava contro un muro con tutti i passeggeri. A cinquanta o cento rial al mazzo, il qat costituiva un mercato fantastico. La principale preoccupazione degli impiegati la mattina era di sapere come si sarebbero procurati il loro mazzo quotidiano. Non conveniva trattare affari con loro durante la mattinata: le mance salivano alle stelle. Verso mezzogiorno la pressione diminuiva, mandavano un ragazzino a cercare la loro razione al mercato e, finalmente sereni, si apprestavano a ciccare per il resto della giornata.

L’autore:

Nato a Parigi nel 1929 da una famiglia di militari con ascendenze aristocratiche, Gérard de Villiers inizia la carriera come giornalista, dopo essersi laureato in Scienze politiche. Nel 1965 scrive il primo romanzo con protagonista SAS, Sua Altezza Serenissima Malko Linge: SAS a Istanbul. Seguiranno 200 avventure di SAS, e De Villiers introdurrà nella spy story elementi di sesso e di violenza prima sconosciuti. L’autore è scomparso nel 2013.

L.

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