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Un sinistro rompicapo per il re dei detective.

La scheda di Uruk:

90. Sherlock Holmes. L’enigma di Foxwood Grange (The Riddle of Foxwood Grange, 2016) di Denis O. Smith [febbraio 2022] Traduzione di Marilena Caselli

La trama

Disquisire di teorie concernenti l’investigazione criminale è un modo come un altro per trascorrere una mattinata estiva dopo colazione, quanto meno al 221B di Baker Street. Ciò non toglie che Sherlock Holmes sia un uomo d’azione, poco incline alle conversazioni da salotto, e che nulla come una promettente indagine sul campo sappia suscitare il suo entusiasmo. Di qui lo slancio con cui accetta di occuparsi del caso di un giornalista scientifico, Farringdon Blake, convinto di essere costantemente seguito da uno sconosciuto. Per il grande segugio riuscire con uno stratagemma a pedinare il pedinatore è un gioco da ragazzi. Tutt’altro che semplice si rivela invece mettere insieme le tessere di un puzzle che va lentamente componendosi tra Londra e Foxwood Grange, l’antica villa in cui Blake risiede, nella boscosa contea dell’Oxfordshire. Chi ha piantato dei pioli nel tronco di un albero a formare una scala che porta a una scoperta sconvolgente? E quale segreto si cela nei versi sibillini di una strana poesia? Spetta a Holmes rispondere a queste e ad altre domande, per fare luce su un mistero che getta le radici in un lontano passato.

L’incipit:

Sherlock Holmes si alzò dal tavolo della colazione e, dalla rastrelliera sulla mensola del camino, scelse la pipa in legno di ciliegio dal bocchino lungo, com’era abituato a fare quando si trovava in uno stato d animo più spensierato che riflessivo. Era una piacevole giornata estiva, e sebbene il mio amico fosse stato occupato per diverse settimane con una serie di casi interessanti, quella mattina non aveva nessun impegno particolare, perciò stavamo discutendo da un po’ sulle sue teorie concernenti l’investigazione criminale. Io mi ero azzardato a dire che, per quanto sostenesse di frequente che le sue ipotesi costituivano la base di una vera e propria scienza, il fatto che nessuno eccetto lui stesso sembrasse in grado di applicare quelle ipotesi alla pratica lasciava intendere che le si potesse meglio definire come un’operazione artistica.
— Non potrei essere più in disaccordo con lei — disse Holmes mentre si sedeva accanto al camino e avvicinava un fiammifero alla pipa. — Il fatto che finora nessun altro abbia applicato i miei metodi sta a indicare semplicemente che nessun altro è stato ancora istruito a farlo. In pratica, si tratta solo di una questione di insegnamento.
— Naturalmente so bene che lei ha scritto diverse monografie sull’argomento — osservai — ma fin qui non esiste ancora un manuale standard che gli studenti possano consultare.

L.

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