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Fratello Athelstan indaga nella Londra medievale

La scheda di Uruk:

3213. Gli uomini di paglia [Fratello Athelstan 12] (The Straw Men, 2013) di Paul Harding [marzo 2022] Traduzione di Mauro Boncompagni

La trama:

Anno del Signore 1381. Alla terza ora del pomeriggio di un giorno di gennaio, nella cappella di St John presso la Torre Bianca di Londra si tiene una sacra rappresentazione. Al cospetto del reggente Giovanni di Gand e dei suoi illustri ospiti, tra cui fratello Athelstan, parroco di St Erconwald, e il coroner sir John Cranston, si esibiscono gli Uomini di Paglia, i guitti di Sua Grazia. Alla luce di innumerevoli candele va in scena il confronto tra Erode e i Magi. Poi, durante i festeggiamenti al termine del dramma, si scatena il panico quando un ignoto assalitore colpisce alcuni dei presenti con dardi scagliati da una balestra. Al dilagare del terrore contribuiscono due teste mozzate comparse dal nulla, a una delle quali è stato infilato in bocca un pezzo di pergamena con un messaggio minaccioso. All’esterno viene presto rinvenuto il cadavere di uno degli Uomini di Paglia, in possesso di una balestra e di altri pezzi di pergamena, morto precipitando dalla Torre nel tentare la fuga. I sospetti si addensano sulla compagnia di attori itineranti, ma fratello Athelstan non si unisce al coro degli accusatori e rigetta una simile ricostruzione dei fatti. Per lui sulla vicenda si stagliano ben altre ombre. Quelle di una congrega di cospiratori e di un tenebroso figuro noto come il Basilisco.

L’incipit:

Avvolto nel suo mantello, con la sciarpa e il berretto di castoro, sir John Cranston spronò il grande destriero, il suo vecchio cavallo da guerra Bayonne, più vicino al patibolo, che svettava come un’ombra nera sullo sfondo della campagna innevata intorno al priorato di St John a Clerkenwell.
— Avete riconosciuto uno dei vostri amici, sir John? — chiese un uomo della sua scorta, abbigliato in modo simile per proteggersi dal freddo.
— Io non ho amici — rispose Cranston da sopra la spalla. — Non qui, perlomeno. — Poi spinse Bayonne, che iniziava a scalpitare, più vicino ancora alla forca. — Lo so, lo so — disse sir John, come a voler placare l’animale. — Ma almeno qui non c’è puzza. — Cranston sollevò la sua considerevole mole sulle staffe e fissò il cadavere decomposto, congelato, che aveva la testa leggermente di sbieco e la corda che gli stringeva il collo scarno come una malevola collana. I corvi e le cornacchie avevano già fatto il loro lavoro, cibandosi degli occhi e di tutte le altri parti tenere come il naso, le orecchie e le labbra. Il volto del cadavere non era altro che una maschera bianca, ghiacciata, con dei buchi neri; il corpo rinsecchito si era fuso con la logora tunica con cui il fellone era stato impiccato. Cranston notò il ritaglio di pelle inchiodato sotto la spalla dell’uomo, e siccome nessuno aveva ancora provveduto a rimuoverlo, ci pensò lui. Srotolò la pergamena mentre Bayonne, scuotendo il muso in segno di protesta, si mise a sbuffare. Il suo fiato caldo salì come una nuvola nella gelida aria del mattino.

L’autore:

Paul Harding è uno pseudonimo dello scrittore Paul Doherty, nato a Middlesborough nel 1946. Doherty ha studiato alla Woodcote Hall e si è specializzato in storia nelle università di Liverpool e Oxford, discutendo una tesi su Edoardo II e la regina Isabella. Vive in Inghilterra ed è un maestro riconosciuto nel genere del giallo d’ambientazione storica. Con il suo vero nome e con diversi pseudonimi, tra cui Paul Harding e C.L. Grace, ha portato avanti numerose serie. In particolare, lo scrittore predilige il XIV e il XV secolo, periodi nei quali si svolgono rispettivamente le vicende del frate domenicano fratello Athelstan e del coroner sir John Cranston e quelle del medico e farmacista di Canterbury Kathryn Swinbrooke, ma ha spaziato anche in altri periodi storici, a partire dall’antico Egitto e dall’epoca di Alessandro Magno.

L.

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