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L’apparenza non inganna Gideon Fell

La scheda di Uruk:

1454. Il giudice è accusato (The Seat of the Scornful, 1941), di John Dickson Carr [marzo 2022] Traduzione di Marilena Caselli

La trama

Il giudice Horace Ireton ama giocare al gatto e al topo con gli imputati che si appresta a condannare. Prova un gusto sadico nell’aggravare la pena comminata con la sentenza suscitando false speranze. Nessun dubbio quindi che la schiera dei suoi odiatori sia piuttosto nutrita. Quando un allarme viene lanciato una sera dalla sua villetta al mare, dove è risuonato un colpo di arma da fuoco, è perciò naturale che i primi soccorritori giunti sul posto si prefigurino già la scena che li attende. Il cadavere giace a faccia in giù davanti alla scrivania, le dita di una mano contratte come artigli ad afferrare il tappeto e un foro sanguinante dietro l’orecchio destro. Il ricevitore del telefono, caduto sul pavimento accanto al corpo, emette il ronzio di linea occupata. Ciò che non corrisponde alle aspettative è l’identità della vittima: non si tratta del giudice, ma del fidanzato della figlia. Horace Ireton, invece, è seduto in poltrona, il volto livido, con una pistola in pugno. Ricostruire che cosa sia realmente accaduto è a questo punto materia per il dottor Gideon Fell, inesorabile ragionatore.

L’incipit

— Signori della giuria, avete raggiunto un accordo sul verdetto?
— Sì.
— Ritenete l’imputato John Edward Lypiatt colpevole o non colpevole di omicidio?
— Colpevole.
— Ritenete, dunque, che sia colpevole. È un verdetto preso all’unanimità?
— Sì, e raccomandiamo caldamente l’imputato alla clemenza della corte — aggiunse il capo della giuria, deglutendo in fretta.
L’aula fu pervasa da un moto di agitazione. Al momento del verdetto il pubblico era rimasto con il fiato sospeso, e adesso era calato un silenzio di tomba: l’appello alla clemenza della corte era una possibilità troppo esile per potersene rallegrare. Eppure, quel poveraccio sul banco degli imputati non sembrava pensarla così. Per la prima volta durante quel processo, sul suo volto comparve un’ombra di speranza. Alzò uno sguardo carico di perplessità sui giurati, come se si aspettasse di sentirli aggiungere qualcos’altro.

L’autore:

John Dickson Carr (1906-1977), statunitense, noto anche con lo pseudonimo di Carter Dickson, è uno dei grandi nell’Olimpo della narrativa poliziesca. I suoi romanzi sono caratterizzati da intrecci ingegnosi, atmosfere fantastiche e una buona dose di humour. Ha vinto l’Edgar nel 1949 e nel 1969 e il Grand Master nel 1962. Creatore del dottor Gideon Fell, è considerato il maestro degli “enigmi della camera chiusa”.

Extra

All’interno, il racconto Lo sguardo di Elide di Maria Rosaria Del Ciello, vincitore del premio Giallo Piccante 2021.

L.

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