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La riscoperta di un’autrice dimenticata.

La scheda di Uruk:

1455. Una strana vacanza [Benvenuto Brown 1] (Strange Holiday, 1931), di Elizabeth Gill [aprile 2022] Traduzione di Marilena Caselli

La trama:

Doppio crimine al Bishop’s Hotel di Londra. Una ricca ospite argentina viene trovata strangolata nella suite che occupa presso l’albergo. Il cadavere giace sul letto. Addosso non ha niente, eccetto alcuni magnifici gioielli. Poco dopo una contessa scopre che dalla sua stanza, lungo lo stesso corridoio, è stata trafugata una famosa collezione di preziosi. Scotland Yard, al lavoro su entrambi i casi, cerca un uomo che ha pranzato con la donna assassinata. Sulle tracce di costui è per altre ragioni anche l’ignaro avvocato Ashby, che si aspetta di scovarlo in Francia durante un viaggio di piacere, ma non di finire nel mezzo di una vicenda delittuosa, in un ambiente artistico popolato di bizzarri personaggi e femme fatale. A dare manforte nelle indagini entra in scena per fortuna lo stravagante Benvenuto Brown, pittore di professione, investigatore per diletto.

L’incipit:

— Digione, Mâcon, Lione, Valenza, Avignone, Marsiglia! — gridò il capostazione. Paul Ashby, in piedi sulla banchina della stazione di Boulogne, pensò che non ci poteva essere una melodia di suoni più gradevole. Aveva prenotato il posto e i suoi bagagli erano stati sistemati nel vagone letto, così lui camminava su e giù osservando il tremendo viavai di gente che si verifica sempre alla partenza di un treno francese. Era come se stesse per essere effettuato un grande esperimento in materia di trasporti, pensò, e il primo veicolo a vapore della storia si avviasse a partire per un viaggio azzardato lungo la Francia. I facchini gridavano, il capostazione azionava di tanto in tanto il fischietto, e i passeggeri continuavano a dirigersi follemente su e giù per la banchina, perdendo e ritrovando i posti, i bagagli e persino i figli. A parte Paul, sembrava che tutti viaggiassero in famiglia. La terza classe era già affollata all’inverosimile, e dai finestrini lui vedeva una folla di visi sudaticci di ogni professione, di ogni colore e di ogni nazionalità: contadini, soldati e marinai; mori, turchi, indiani, cinesi e francesi; gente dal viso marrone, nero, giallo, bianco e persino truccato. Paul avvistò i denti d’oro e gli occhi scintillanti di un nero, poi il volto glabro e i capelli scuri di una donna francese, che si era tolta il cappello e si stava sistemando uno scialle in testa per la notte. I venditori di generi alimentari, con i loro carretti, stavano facendo buoni affari, e filoni di pane, bottiglie d’acqua frizzante e di vino passavano velocemente di mano. L’aria sapeva di zolfo e di fumo e, in maniera più intima, rimandava odori di corpi, aglio e sigarette francesi.

L’autrice:

Elizabeth Gill (1901-1934), giallista britannica. Appartenente a una famiglia di intellettuali e artisti, pubblica tra la fine degli anni Venti e l’inizio del decennio successivo i tre romanzi che la segnalano come una promessa della narrativa poliziesca, prima della morte avvenuta precocemente a seguito di un intervento chirurgico. Protagonista ricorrente delle sue storie, il pittore e detective dilettante Benvenuto Brown.

Extra:

All’interno, il racconto Zafferano bastardo di Paolo Botti, vincitore del premio I Sapori del Giallo 2021.

L.

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