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Il ritorno di Victor Stasi.

La trama:

Teatro operativo: Giappone. Copertura: avvocato di uno studio legale specializzato in contratti internazionali. Obiettivo: sventare un piano finalizzato a carpire tecnologia strategica della Difesa italiana. È la nuova missione di Victor Stasi per conto di LEX, sottoagenzia dei servizi segreti fuori dal controllo istituzionale. Un temuto non-ente di cui l’opinione pubblica non è a conoscenza: non dovrebbe esistere, eppure esiste. Un braccio violento della legge munito di superpoteri. Là dove gli altri non possono spingersi entra in gioco LEX, a fronteggiare questa volta magnati nipponici e membri della Yakuza. E, più in profondità, un nemico inafferrabile come la Loggia, oscuro connubio di politica e finanza che si ramifica ed espande in ogni paese reclutando uomini senza volto, professionisti dell’inganno. Dietro i grattacieli ipermoderni della Tokyo notturna, pulsante di colori fluorescenti, si cela un mondo regolato da valori antichi e spietati. Victor dovrà tenerlo bene a mente, nella terra del Sol Levante che non dimentica e non perdona.

L’incipit:

Victor Stasi era in un mondo a parte.
Questo era per lui la discoteca in cui si trovava: trampolieri provenienti dall’ambiente della moda; gruppi di ragazzi, per metà occidentali e per metà giapponesi, che si sparavano selfie con i cellulari, facendo il segno di “vittoria” all’obiettivo o indicandosi a vicenda, con l’aggiunta di strane smorfie e birignao; personaggi carichi di trucco e dalle acconciature stravaganti, il più delle volte colorate nelle tonalità fluo delle luci stroboscopiche. Gente che scambiava il giorno per la notte.
I giovani avventori ballavano a braccia alzate al ritmo spaccatimpani di una hit internazionale, una mano o anche due occupate dai bicchieri delle consumazioni, le camicie inzuppate di sudore. In mezzo a loro, una ragazza del luogo: tirabaci nero, pelle lattea, bocca piccola marcata da un rossetto forte, naso ben delineato, sopracciglia come segni curvi di un ideogramma, collo lungo, braccia sottili, petto puntuto sotto una camicetta tempestata di strass, gambe emergenti da una minigonna fasciante.
Stasi si diresse verso di lei, accennando un paio di movimenti di danza. Nell’avvicinarsi, ricevette qualche spintone, ma non ci fece caso, concentrato sulla persona che aveva preso di mira. Pochi passi alle sue spalle, un giovane con gli occhi a mandorla e la barbetta solo sul mento, i capelli impomatati all’indietro e raccolti in uno chignon stretto, più gli occhiali da sole e la camicia sbottonata che disegnava una V sul petto: non si sarebbe distinto troppo dai suoi connazionali, se non fosse stato per un piccolo ma significativo dettaglio.
Gli mancava il mignolo della mano sinistra.

L’autore:

Errico Passaro è nato nel 1966 a Roma, dove lavora come consulente legale dell’Aeronautica militare. Vive ad Anzio, circondato dai suoi cinquemila libri. Ha pubblicato oltre millesettecento articoli, un saggio in volume, quattordici romanzi, centotrenta racconti. Fra le ultime uscite: Inferni (Bietti, 2010), Zodiac in La Valle dello Zodiaco (Urania n. 1557), La Guerra delle Maschere in Due mondi oltre la soglia (Millemondi n. 58), Mondo Fabbrica (Homo Scrivens, 2013).

Extra:

All’interno, il racconto LEX: Missione senza ritorno di Errico Passaro.

L.

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