Tag

, ,

Dopo tanto tempo torno a schedare romanzi prima di darli via, per lasciare traccia di edizioni particolari.

Recentemente, per motivi di “studio zinefilo”, ho preso un lotto di libri Longanesi & C. d’annata su eBay, che presenterò qui man mano, soprattutto quelli della mitica collana “I Libri Pocket“.

L’illustrazione di copertina è firmata da Bernardo Gandini.

La scheda di Uruk:

546. Morte in una domenica di pioggia (Died on a Rainy Sunday, 1972) di Joan Aiken [13 gennaio 1976] Traduzione di Mirella Miotti

La trama:

Un gatto siamese ucciso, una coperta bruciacchiata, sono i primi passi verso l’angoscia sempre più intollerabile che stringe Jane Drummond, da poco trasferitasi assieme alla famiglia in un sobborgo di Londra, in una bella casa circondata da un giardino, ma tormentata dalla pioggia e isolata. Per ragioni economiche, Jane è costretta a riprendere il suo lavoro a Londra, e ad affidare i suoi bambini alla moglie del giardiniere, seguendo il consiglio di Graham, che ella ha sposato dopo un breve incontro a Malta. I due custodi hanno uno strano atteggiamento, tra la minaccia e il ricatto; e così, ogni ritardo del treno o dell’autobus che riporta Jane a casa si trasforma in un incubo sempre più pesante. Finché, un pomeriggio, Jane trova il marito morto nel giardino e i bambini spariti dalla casa…

L’incipit:

… ma quell’estate piovve tutte le domeniche e spesso per l’intero fine-settimana. Lungo i pendii che circondavano la casa appena costruita, l’erba crebbe alta, d’un verde brillante e delicato. Mucchi fradici e ingialliti di fiori di ippocastano giacevano ai lati della strada. In breve tempo, il portico straripò di stivali di gomma e di vecchi giocattoli arrugginiti. L’intonaco sui muri asciugava a fatica e la vernice stillava; qualsiasi superficie, anche se appena strofinata, risultava umida e leggermente vischiosa al tatto. La notte, un’ora dopo l’altra, la pioggia picchiettava sulle tegole del tetto, accuratamente scelte e altrettanto accuratamente sovrapposte. Jane, sdraiata sul letto, insonne, ascoltava e rammentava un certo documentario filmato sui pigmei: quel rumore di pioggia era stranamente simile al ritmo dei loro piccoli tamburi. La casa, dove la polvere non si era ancora accumulata negli interstizi formando strati isolanti, era una vera cassa armonica e amplificava ogni ticchettio o tintinnio riproducendolo, all’interno, con l’intensità di un melodramma trasmesso per radio. Le voci rimbombavano; la frase più insignificante assumeva significati sinistri. Ogni giorno il postino, avvolto in un lucido impermeabile di plastica nera, borbottava amaramente tra sé mentre sguazzava lungo il sentiero costellato da pozzanghere, e chiedeva alla Provvidenza perché mai i Drummond avessero deciso di costruirsi una casa nascosta tra gli alberi, il più lontano possibile dalla strada maestra.

L.

– Ultimi romanzi Longanesi: