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Titolo d’annata de “Il Giallo Mondadori“, nell’epoca di Alberto Tedeschi.

L’illustrazione di copertina è firmata da Carlo Jacono.

La scheda di Uruk:

1295. Gideon e i suoi uomini (Gideon’s Men, 1973) di J.J. Marric (John Creasey) [25 novembre 1973] Traduzione di Mario Morelli
– Inoltre contiene il racconto:
Lo scherzo (She Couldn’t See the “Joke”, apparso originariamente su “John Bull”, 30 gennaio 1943, ristampato poi come Do You Follow Me? su “EQMM”, ottobre 1973) di Gerald Kersh

La trama:

Scotland Yard è più che mai sotto pressione. Nel carcere di Dartmoor, un certo Entwhistle sta scontando una condanna per uxoricidio, ma è innocente. E c’è qualcuno che tenta di andare a fargli visita, senza autorizzazione. A Notting Hill Gate, dove migliaia di pakistani vivono ammassati in condizioni disastrose, è crollato un edificio, seppellendo un imprecisato numero di persone. E la polizia cerca un uomo che circola su una bicicletta con un parafango sconquassato… in riferimento all’uccisione di una certa Rosamund. Non c’è tregua per i poliziotti; eppure, sono anche loro esseri umani con i loro problemi, le loro ambizioni, le loro rivalità. Cercano di far carriera e, nello stesso tempo, di non rinunciare al diritto ad una vita privata. È difficile conciliare le due cose, è difficile evitare che i pericoli che corrono di continuo si ripercuotano sull’atmosfera dell’ambiente familiare. Il comandante Gideon, consapevole di queste realtà dalle quali non è certo immune, vigila sulle sorti dei propri uomini, ma non di rado ha la sensazione che il peso delle sue responsabilità sia eccessivo anche per le sue solide spalle. Se conoscete già George Gideon sarete ben lieti di ritrovarlo qui in piena efficienza. Se ancora non lo conoscete, non resterete delusi dal vostro primo incontro con l’asso dei funzionari della più celebre polizia del mondo.

L’incipit:

— Buonasera, comandante… Signora Gideon, che piacere rivedervi!
— Salve, George… Buonasera, Kate, siete stupenda.
— È un pezzo che non ci vediamo, comandante… Posso presentarvi mia moglie?… Buonasera, signora Gideon: è davvero una grande serata… Cara, conosci la signora Gideon, la moglie del comandante?
— Salve, George! Salve, Kate!
— Buonasera, signore… Signora Gideon… Mia moglie.
Gran folla, al 50° Ballo del C.I.D., il Dipartimento Investigativo Criminale. Gli uomini erano in frac o in smoking, e tutte le donne indossavano abiti da sera, per la maggior parte lunghi. Oltre al bianco e al nero, erano presenti tutti i colori dell’arcobaleno.
Gideon, imponente nel frac un po’ troppo stretto (lo aveva da venticinque anni!), era felice. Accanto a lui, Kate, in abito nero ravvivato da ricami multicolori e da un mazzolino di fiori, era davvero una donna di cui essere orgogliosi. L’atmosfera di festa le faceva brillare gli occhi grigio-azzurri, più grigi che azzurri alla luce artificiale. Kate era il ritratto della felicità. Ogni tanto facevano il loro ingresso altre signore belle ed eleganti, al braccio dei mariti: i nomi venivano annunciati dalla voce stentorea del “maggiordomo” fermo accanto alla porta, dietro un grande banco carico di fiori magistralmente disposti a disegnare la scritta “C.I.D.”, in una variopinta gamma di colori, con lo stemma della Polizia Metropolitana di Londra su entrambi i lati. Un’interminabile fila di persone si snodava per il largo passaggio che portava dall’entrata del Melham Town Hall alla gran sala da ballo di stile vittoriano. Enormi specchi e candelieri erano appesi alle pareti, sopra gli eleganti divani rossi; sedie dall’imbottitura dorata e lucente erano disposte intorno a tavole rotonde, alle quali potevano comodamente sedersi otto persone, e anche dieci o dodici, se si stringevano un po’.
Il ricevimento era cominciato da una mezz’ora quando fece il suo ingresso il sovrintendente capo Tom Riddell, un uomo dagli occhi e dai capelli scuri, che, da giovane, doveva essere stato molto bello: ora aveva l’aspetto dell’importante uomo d’ affari sicuro di sé e aggressivo, ma cominciava ad accusare l’età. La moglie, piccolina e grigia di capelli, sembrava un elegante passerotto variopinto.

L.

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