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Prima di darlo via, schedo questo antico numero de “I Capolavori dei Gialli” (Mondadori), in una ristampa più recente.

La scheda di Uruk:

8. La veste bianca (The White Dress, 1946) di Mignon G. Eberhart [9 febbraio 1955] Traduttore non indicato
– Inoltre contiene anche:
[I problemi polizieschi] VIII Disgrazia o delitto?, di Franco Enna
[Le inchieste del commissario Maigret] IX Stan lo sgozzatore, di Georges Simenon

La trama:

Assente nel volume

L’incipit:

Alle sei atterrarono a Miami, Judith e Winnie erano a incontrarli. Come sempre, l’aria tropicale dolce e un po’ umida li avvolse come un’ondata di profumo mentre scendevano per la passerella. Avevano lasciato una New York impigrita e accaldata, in piena stagione estiva, ma a Miami tutto era diverso : il cielo aveva un azzurro più morbido e una brezza lieve faceva ondeggiare i palmizi.
Un pensiero sicuro e sconcertante attraversò la mente di Marny; provò la sensazione di fare dietrofront, di rientrare nell’aeroplano per ritornare a New York, o anche altrove, pur di andarsene. Era come se avesse avuto timore di qualcosa.
Timore? Ma il timore doveva avere una causa, mentre lei non aveva alcun motivo d’essere intimorita.
Tim Wales, naturalmente, era stato il primo a scendere dall’aeroplano, quantunque avesse occupato un posto verso la testa dell’apparecchio. Il fatto ch’egli avesse raggiunto la porta d’uscita e fosse sbucato dall’aeroplano per primo non era dovuto, tuttavia, alla sua qualità di presidente delle Aviolinee Wales. Arrivò per primo alla passerella soltanto perché il battere e il precedere gli altri era insito nella sua natura, sia che si trattasse di un contratto per una base aerea straniera, oppure di scendere da un aeroplano.
Marny lo conosceva forse meglio di chiunque altro, eccezion fatta per Judith e Winnie, ma non si sapeva mai con precisione che cosa aspettarsi da lui. A parte i suoi occhi che parevano di granito, Wales sembrava un signore qualunque, grassoccio, calvo, con la carnagione bianca e rosea d’un bimbo che gode buona salute. Era dotato di un’energia incredibile, sempre dinamico, e accoppiava una vivida fantasia con un freddo senso degli affari.
Si tolse il cappello e lo agitò freneticamente. Winnie stava presso il cancello e a sua volta faceva grandi cenni di saluto. Chi aveva conosciuto la prima signora Wales restava sempre sconcertato nel vederla, tanta era la sua somiglianza con la defunta madre. Winnie aveva i capelli neri raccolti sulla nuca, il colorito vivace, i denti regolari, le gambe snelle e abbronzate. Nell’insieme era attraente. Tim baciò la figlia con slancio, poi la sospinse verso Marny.

L.

– Ultimi “Gialli” coetanei: