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Prima di darlo via schedo questo numero d’annata de Il Giallo Mondadori“.

L’illustrazione di copertina, come sempre, è firmata da Carlo Jacono.

La scheda di Uruk:

1408. Dollari come se piovesse (Running, 1973) di Robin Shaw [25 gennaio 1976] Traduzione di Mario Fanoli
Inoltre contiene il racconto:
Il quarto uomo (Something for everyone, “EQMM”, aprile 1974) di Anthony Hand

La trama:

Che cosa ha indotto il professor Craig Boyden ad accettare la proposta del suo compagno di cordata a deviare dalle arrampicate in roccia per tentare il «colpo grosso»? Ecco una domanda alla quale il giovane docente universitario non riuscirà mai a dare una risposta. E tuttavia quella decisione può modificare, finirà col modificare irrimediabilmente la sua vita. Almeno che non gli riesca di uscire dall’imbroglio nell’unica via che gli rimane. Per quanti pericoli comporti mettersi su quel cammino. E qualunque sia il prezzo da pagare.

L’incipit:

Ancora quindici minuti, e, se tutto andava bene, l’aeroplano sarebbe arrivato, e un quarto di milione di dollari appeso a un paracadute sarebbe sceso lentamente a terra.
A Craig sembrava che l’intera valle trattenesse il fiato. Lui e Martin si trovavano in mezzo a una cerchia di rocce grigie: erano tesi e impazienti. Dinanzi a loro il verde dei prati e dei boschi, che dava vita a quel paesaggio di montagne aride, sembrava si in cuneasse per segnalare il loro nascondiglio.
L’aria era serena. Il laghetto, qualche centinaio di metri sotto Craig, rifletteva le pareti ripide di granito ancora rosate dal sole al tramonto.
Craig si sentì correre un brivido lungo la schiena. L’austera bellezza del paesaggio, l’aria fredda per l’altitudine, la scomparsa del sole accrescevano la paura che già sentiva per la rischiosa impresa che stava per cominciare.
Diede un’occhiata a Martin, che teneva lo sguardo fisso lungo la valle da cui sarebbe arrivato l’aeroplano a turbare la pace delle montagne e forse anche della loro vita.
C’era ancora la possibilità di ritirarsi. Martin glielo aveva spiegato con cura come il tocco finale del piano quando lo aveva esposto nove mesi prima e lontano di là tremila chilometri alle orecchie incredule di Craig, mentre erano seduti davanti al fuoco in una minuscola capanna sulle pendici ghiacciate del Monte Katadhin nel Maine settentrionale.
Per una strana bizzaria della memoria quella scena era più viva, più presente a Craig, di quella nella quale si trovava in quel momento; gli odori confusi del fuoco di legna e del pollo appena mangiato, il ristoro che il caffè corretto dava ai loro muscoli stanchi per l’arrampicata sul ghiaccio, da cui erano tornati due ore prima, il tono quieto della voce, così contrastante con i suoi propositi di furto ed estorsione.
— Non sarà facile, ma il rischio sarà ridotto al minimo, se si organizza tutto con cura. Il guaio della maggior parte di estorsioni o ricatti è che comportano un contatto diretto tra le due parti, il che sottintende la necessità di fare uso della violenza; e benché non abbia a questo obiezioni di principio, non mi va di essere dalla parte che la subisce.
In principio l’interesse di Craig era stato solo intellettualistico. Chi non ha mai giocato con l’idea di sottrarre una grossa somma di danaro a una società anonima? Le azioni di questa avrebbero avuto un temporaneo ribasso a Wall Street, forse. Per un breve periodo di tempo i profitti sarebbero scesi, ma nessuno ne avrebbe seriamente risentito, al massimo solo quelli che se lo potevano permettere e che avevano fatto la loro ricchezza a spese di altri.
Così, quando Martin aveva avviato per la prima volta il discorso, Craig lo aveva ascoltato attentamente, considerando però la cosa come un gioco da proseguire nella sua testa senza rischio e conseguenze.
Che cosa aveva trasferito l’idea dal gioco alla realtà? Tutti si cullano nell’idea di commettere un delitto, ma la maggioranza della gente ne è trattenuta con fermezza dalla sua educazione, e dalla paura. Non basta dire di essere stati trascinati come un nuotatore in un gorgo. Se ci si tiene presso la riva di un fiume, non si corre pericolo di gorghi.
Naturalmente aveva influito il ricordo della corvetta di dieci metri per rotte oceaniche, che Craig aveva visto per la prima volta nello sporco porticciolo di Seattle. Con una barca come quella avrebbe potuto dire addio alle meschinità e alla noia dell’ università di Baxter, dove si sentiva sempre più accalappiato e spento. La vita fino a quel momento era stata una successione di cose confuse, e Craig ne aveva tratto l’amara sensazione che mai, durante i suoi ventisei anni, era stato lui a controllare gli avvenimenti. Una risposta l’aveva trovata una volta, arrampicando. Sulle pareti di roccia, Craig aveva esperimentato per la prima volta la coscienza di essere lui ad avere pieno controllo del proprio destino, di potere con un suo gesto conservare o estinguere la sua vita.

L.

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