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La Fazi presenta nella collana “Darkside” un nuovo grande romanzo inedito di Léo Malet: Il boulevard delle ossa.

La scheda di Uruk:

13. Il boulevard delle ossa (Boulevard… ossements, 1957) di Léo Malet [16 marzo 2017] Traduzione di Federica Angelini

La trama:

È primavera, e all’agenzia d’investigazione Fiat Lux è un gran giorno: Nestor Burma e la sua assistente Hélène hanno appena vinto due milioni alla lotteria. Bisogna festeggiare, pipa in bocca e bicchiere in mano. Ma non si può mai stare tranquilli. Suona il campanello e i festeggiamenti vengono interrotti da un uomo trafelato: è Goldy, un mercante di diamanti ebreo, e ha bisogno del loro aiuto. Le informazioni che fornisce sul caso sono piuttosto fumose, ma a quanto pare ci sono di mezzo la malavita cinese e un giro di prostituzione russa d’alto bordo. Abbastanza per incuriosire Burma, che si mette subito all’opera. Questa volta l’indagine si svolgerà su strade del tutto nuove: da un bordello di Shanghai, a una Casa d’aste di rue Drouot, fino al tesoro della Corona imperiale russa, mentre si apriranno scenari sempre più inquietanti e spunteranno elementi sempre più strani, come uno scheletro con una gamba sola che sembra appartenere a un generale scomparso nel 1939 e un cadavere che forse non è tale fino in fondo.
L’investigatore privato sciupafemmine dalla lingua tagliente è tornato, in questa nuova avventura inedita confezionata con maestria da uno dei padri del noir francese.

L’incipit:

Attraverso la finestra aperta sull’animata rue des Petits-Champs effluvi primaverili penetrano nei locali dell’Agenzia Fiat Lux, ricerche di ogni genere, missioni di fiducia e Nestor Burma, direttore.
Al balcone della casa di fronte, soprail bar-tabacchi, una brezza leggera agita le due bandiere (francese e britannica) che un cittadino cosciente, organizzato, amante delle tradizioni e ammiratore della Queen non ha ritenuto utile togliere, nonostante la partenza di sua Maestà risalga ormai a diversi giorni fa.
Con la pipa in bocca e il bicchiere a portata di mano, ne parlo con Hélène, la mia segretaria, festeggiando un altro felice avvenimento. L’ultima edizione del «Crépuscule» ci ha informato che è appena stato estratto il biglietto della Lotteria nazionale che avevamo comprato in società. Abbiamo due milioni da dividerci.
All’improvviso, la nostra conversazione è interrotta dal campanello collegato alla porta: qualcuno è appena entrato nell’atrio che funge da sala d’attesa. Hélène sospira e fa una smorfia. Dico:
«Se riesce ancora a reggersi in piedi, carissima, vada a vedere».

L’autore:

Léo Malet, l’anarchico conservatore, come amava definirsi, è uno dei padri del romanzo noir francese. Dopo una dura esperienza in un campo di concentramento nazista, nel 1941 inizia a scrivere polizieschi firmandosi con svariati pseudonimi. Nel 1943 pubblica 120 Rue de la Gare con cui esordisce la sua creazione narrativa più celebre, l’investigatore privato Nestor Burma. Burma sarà protagonista di una trentina di avventure, inclusa una “serie nella serie” intitolata I nuovi misteri di Parigi, che comprende quindici racconti, ognuno dei quali dedicato a un diverso “arrondissment” di Parigi.

L.

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