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Dallo scrigno di 80 romanzi di SAS, trovati questa estate 2016 su una bancarella fortunella, ecco questo numero di “Segretissimo” (Mondadori) risalente alla direzione Laura Grimaldi.
L’illustrazione di copertina è firmata da Carlo Jacono.

La scheda di Uruk:

510. SAS: l’eroina di Vientiane [SAS 28] (L’héroïne de Vientiane, 1972) di Gérard de Villiers [6 settembre 1973] Traduzione di Bruno Just Lazzari

La trama

La cosa è grave: la CIA viene informata che tutto il traffico di eroina nel Laos viene fatto dagli stessi agenti della CIA. Prima che scoppi uno scandalo, David Wise manda il figlio perché indaghi, a titolo personale. Ma certe cose non si possono fare a titolo personale. Bisogna affidarle a un professionista che non solo sappia il fatto suo, ma sia anche disposto a usare qualunque mezzo, qualunque arma, e soprattutto a non fermarsi davanti a nessuno, per quanto importante. Il figlio di Wise, infatti, viene ucciso, e al suo posto è chiamato il vero professionista della CIA: Malko Linge. Questa volta, dimenticando il suo famoso castello da ampliare e restaurare, Malko accetta di lavorare gratuitamente. Forse è l’eccezione che conferma la regola, questa disponibilità di Malko, o forse, a voler essere maligni, sotto sotto alligna il pensiero che di «eroine» ce ne sono due tipi: quella di cui si preoccupa la CIA, e sulla quale s’ingrassano dei loschi individui come Villard, e quella che Malko preferisce: un’eroina possibilmente in abito di seta pura, affascinante, che sembri uscita da u la rivista di moda. E di donne così SAS prevede di incontrarne parecchie, nella missione che lo porta a Vientiane.

L’incipit

Una lunga raffica di fucile mitragliatore ruppe il silenzio dalla parte dell’avenue Monivong. Il ciclo-tassì che avanzava pigramente sotto le fronde dell’avenue Daun Penh non modificò la sua andatura. Malko s’irrigidì istintivamente, pronto a balzare dalla carrozzina. Da alcune settimane, i “khmers” rossi avevano preso la brutta abitudine di lanciare razzi su Phnom-Penh o di infiltrare dei commandos fino nel cuore della città. Questi sparavano raffiche a caso e poi si sperdevano lungo le sponde spugnose del Mekong.
Indovinando l’inquietudine del suo passeggero il conducente del ciclo-tassì si voltò verso Malko e allungò un braccio per indicare un giovane soldato cambogiano il cui elmetto sporgeva da dietro i sacchi di sabbia che proteggevano l’istituto nazionale. Puntando il suo M.16 verso il cielo stellato in cui brillava uno spicchio di luna in piena eclissi, il soldato sparò a sua volta una lunga raffica. Da tutte le parti gli fecero eco altri colpi.
Il conducente sputò un getto rossastro di betel e, felice, eruttò:
— Ce ne vuole a uccidere il Drago.
Per poco Malko non scoppiò a ridere. Aveva dimenticato l’eclissi di luna. Da tempi immemorabili, i cambogiani erano convinti che in quella occasione un drago cattivo divorava la luna. Perciò davano fondo alle munizioni sperando di trucidarlo.
Il ciclo-tassì aveva rallentato la sua andatura perché si avvicinavano all’Hotel Royal. L’aria tiepida del crepuscolo dava quasi un’impressione di fresco, in confronto al caldo massacrante della giornata. A parte la sparatoria contro il Drago, il silenzio era totale. A Phnom-Penh i tassì non avevano ancora rimpiazzato i ciclo-tassì. Pullulavano intorno al Royal, in cerca di clienti. Uno di essi arrivò all’altezza di quello di Malko e pedalò di concerto. Malko scorse una giovane cambogiana protesa fuori dalla carrozzina, con un sorriso chiaramente invitante.
Le piccole prostitute cambogiane andavano instancabilmente all’assalto dei clienti del Royal. Appena si usciva dall’albergo, un nugolo di ciclo-tassì occupati ciascuno da una ragazza circondavano il veicolo dello straniero. Le più audaci non esitavano a “officiare” strada facendo, al riparo della capota del veicolo… Il che evitava agli uomini d’affari che avevano fretta di perdere un tempo prezioso. Malko, disturbato un momento dalla sparatoria al Drago e dalla ragazza, ripiombò nelle sue preoccupazioni.

L’autore:

Nato a Parigi nel 1929 da una famiglia di militari con ascendenze aristocratiche, Gérard de Villiers inizia la carriera come giornalista, dopo essersi laureato in Scienze politiche. Nel 1965 scrive il primo romanzo con protagonista SAS, Sua Altezza Serenissima Malko Linge: SAS a Istanbul. Seguiranno 200 avventure di SAS, e De Villiers introdurrà nella spy story elementi di sesso e di violenza prima sconosciuti. L’autore è scomparso nel 2013.

L.

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