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apocrifi_sherlock_26Il ventiseiesimo numero della collana “Il Giallo Mondadori Sherlock”, la prima al mondo a far rivivere ogni mese le gesta del celebre detective, presenta questo ottobre Sherlock Holmes: la leggenda del barone nero di James Lovegrove.

La scheda di Uruk:

26. Sherlock Holmes: la leggenda del barone nero (The Stuff of Nightmares, 2013) di James Lovegrove [ottobre 2016] Traduzione di Giuseppe Settanni

La trama:

Una spaventosa figura si aggira sui tetti della Londra notturna. Grazie a una forza sovrumana e a un arsenale avveniristico, il misterioso Barone Cauchemar semina il terrore fra i criminali della metropoli. Un giustiziere solitario alleato della polizia oppure un criminale a sua volta? O forse solo un personaggio nato dalla superstizione popolare? Non è l’unico rebus da risolvere in questo fosco autunno del 1890, dopo che ben tre attentati dinamitardi hanno sconvolto la popolazione. Perfino un noto dottore ne è stato sfiorato: sceso alla stazione di Waterloo, è stato investito dall’esplosione di una bomba per ritrovarsi illeso nel mezzo di una carneficina. Stampa e Scotland Yard seguono senza troppa fantasia le piste degli anarchici e dei nazionalisti irlandesi. In Baker Street, al 221B per la precisione, un investigatore munito di pipa e violino coltiva in proposito un’idea più ardita. Per lui potrebbe esserci un legame proprio con le apparizioni del fantomatico vendicatore. Indagare su eventi straordinari richiede capacità fuori dell’ordinario, e Sherlock Holmes certo non ne difetta. Ma riuscirà la sua mente ineguagliabile a prevalere in uno scontro titanico fra supereroi?

L’incipit della Premessa:

In merito agli eventi che funestarono Londra verso la fine del 1890 molto è stato scritto, da tante persone più qualificate e sagge di me. Gli storici parlano di un periodo di crisi in Gran Bretagna quando, seppure brevemente, parve messa in forse la coesione stessa della società civile. Dicono anche di come le macchinazioni ordite da sovversivi di una nazione adiacente alla nostra furono sventate dai valorosi uomini di Scotland Yard.

L’incipit del testo:

Ero appena sceso dal treno delle 3.47 proveniente da Ramsgate quando si scatenò l’inferno.
Giusto mentre mi preparavo a lasciare la zona dei binari, dopo il consueto controllo in uscita del mio biglietto di viaggio, la stazione di Waterloo fu squassata da un’assordante deflagrazione, un fragore come quello di una salva d’artiglieria, accompagnato da un fortissimo spostamento d’aria.
Volai per terra, restando per qualche attimo in stato d’incoscienza. Quando ripresi i sensi un odore acre di bruciato saturò il mio olfatto, mentre un persistente scampanio mi ronzava nelle orecchie, ottundendomi l’udito.

Extra:

Il volume è impreziosito da un saggio firmato da Luigi Pachì, direttore di SherlockMagazine: Sherlock Holmes, il barone nero e gli attentati di Londra del 1890.

«In questa collana di apocrifi e pastiche sherlockiani abbiamo incontrato diversi autori fortemente specializzati in quest’ambito. Si pensi ai lavori di Kieran McMullen, David Stuart Davies, Geri Schear, o ancora John Hall e Amy Thomas. Nel caso di James Lovegrove, classe 1965 e nazionalità britannica, proponiamo invece un autore noto all’estero principalmente per le sue storie distopiche e di fantascienza speculativa, nella tradizione di autori quali Ballard e Wyndham.»

L.

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