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Prima di darlo via, schedo questo numero della collana “MiniPocket” (Piemme).

La scheda di Uruk:

Il sapore del sangue (Dead at Daybreak, 2000) di Deon Meyer [2003] Traduzione di Francesco Chiari

La trama:

Città del Capo. Jan Smit, professione antiquario, muore freddato da un colpo alla nuca, il suo cadavere orribilmente ustionato. La camera blindata della sua villa è stata ripulita fino all’ultima banconota. Ma a mancare non è solo il denaro. Senza il testamento che la nomina erede universale, Wilna van As, da 11 anni compagna della vittima, è destinata a finire sul lastrico.
Zed van Heerden – alcolista e violento, ex ispettore di polizia, un brillante futuro dietro alle spalle – deve ritrovare il documento. Osteggiato dai Servizi segreti, minacciato da un assassino dall’identità sfuggente, van Heerden sa che la strada è una sola: rivoltare a uno a uno i segreti che come macigni pesano sul passato dell’indecifrabile Smit. E su quello di un intero paese, il Sudafrica, ostaggio di una storia macchiata di violenza e di sangue.

L’incipit:

Si svegliò improvvisamente da un sonno intriso d’alcol, con la sensazione di un dolore acuto alle costole. L’occhio e il labbro superiore tumefatti, l’odore aspro del suo corpo, il gusto acre del sangue e della birra vecchia in bocca, il tanfo antisettico e ammuffito della cella.
E il sollievo.
Frammenti confusi della sera precedente galleggiavano nella sua mente. La provocazione, la rabbia, le facce annoiate e prevedibili della gente comune.
Restò immobile, adagiato sul lato che non gli doleva, con i postumi della sbornia che pulsavano come una ferita per tutto il corpo.
Alcuni passi nel corridoio, una chiave che girava nella serratura della porta grigio acciaio, lo stridore lancinante del metallo che sfrega su altro metallo. L’agente si parò davanti a lui: «Il tuo avvocato è qui» disse.
Lentamente si girò. Aprì un occhio.
«Andiamo.» Un tono colmo di disprezzo.
«Non ho un avvocato.» La sua voce sembrava distante.
Il poliziotto fece un passo, gli ficcò una mano nel rovescio del colletto e, rimettendolo in piedi, gli disse: «Muoviti».
Ancora il dolore nelle costole. Uscì dalla porta della cella incespicando.
Il poliziotto gli camminava davanti. Si fermò di fronte alla stanza degli interrogatori. Kemp stava seduto lì, la valigetta al suo fianco, l’espressione sdegnata. Van Heerden si lasciò cadere su una sedia, la testa fra le mani. Sentì il poliziotto che si chiudeva la porta alle spalle e se ne andava.
«Fai schifo, van Heerden» disse Kemp.
Non rispose.

L’autore:

Deon Meyer è un noto giornalista sudafricano. I suoi thriller, bestseller in patria e in Inghilterra, sono pubblicati in molti paesi, dove hanno riscosso un ottimo successo di critica e di pubblico. Per Piemme ha pubblicato anche La lista del killer.

L.

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