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Nella sua opera di traduzione degli universi narrativi meno noti gli italiani, la Multiplayer.it nel 2013 porta in libreria un romanzo non solo legato all’infinita saga di Star Wars, ma anche ad un videogioco.

La scheda di Uruk:

Star Wars: The Old Republic – Alleanza fatale (Fatal Alliance, 2010) di Sean Williams [gennaio 2013] Traduzione di Daniela Di Falco

La trama:

Sono arrivati dai quattro angoli della galassia: agenti della Repubblica e dell’Impero Sith, un Jedi Padawan investigatore, un ex soldato repubblicano cacciato dallo Squadrone d’Elite Blackstar e un misterioso Mandaloriano. Un’asta straordinaria li ha riuniti – alla ricerca di un premio che uno solo potrà reclamare. Ciascuno è preparato ad affrontare quel che è necessario per ritrovare il tesoro, il cui valore può rappresentare il benessere per il mondo intero. Nessuno vuol rimanere a mani vuote. Tutti hanno segreti, desideri e strategie. E niente li avrebbe potuti unire come alleati, eccetto la verità sul mortale pericolo che nasconde l’oggetto desiderato. Ma come potranno Sith e Jedi, Repubblica e Impero – nemici eterni – unirsi contro l’oscuro destino che minaccia la galassia?
Il romanzo si collega all’universo di Star Wars in una fase della sua storia che è ancora in via di esplorazione dalla narrativa cartacea, ed è anche un’introduzione a quel che promette di essere il più grande e ambizioso gioco di ruolo elettronico ispirato a quell’universo. Con tutte le aspettative riposte su di esso, il libro richiede un talento speciale per imporsi come convincente opera di fantascienza – un talento che Williams certamente possiede.

L’incipit:

Shigar Konshi percorse i vecchi quartieri di Coruscant seguendo il fragore delle armi blaster. Non inciampò mai, né scivolò o perse l’orientamento, persino lungo vicoli stretti e ostruiti da detriti provenienti dai livelli superiori accumulatisi lentamente negli anni. Cavi e insegne oscillavano sopra la sua testa, talmente bassi in alcuni punti da costringerlo a chinarsi di colpo per passarci sotto. Alto e slanciato, con un gallone blu su ogni guancia, l’apprendista Jedi si muoveva con una grazia e una sicurezza sorprendenti per i suoi diciotto anni.
Nel profondo del suo essere, però, ribolliva di rabbia. La decisione del Maestro Niki Nobil non lo aveva di certo ferito meno profondamente solo perché gli era stata comunicata via ologramma dall’altra parte della galassia.
“L’Alto Consiglio non ritiene che Shigar Konshi sia pronto ad affrontare le prove Jedi”.
Quella decisione lo aveva scioccato, ma Shigar aveva avuto il buon senso di non parlare. L’ultima cosa che voleva era far trasparire la vergogna e il risentimento che provava di fronte al Consiglio.
“Digli perché”, disse il Gran Maestro Satele Shan, ferma al suo fianco con le mani saldamente unite davanti a sé. Era di una buona spanna più bassa di Shigar, ma irradiava un’irriducibile consapevolezza di sé. Persino attraverso l’oloproiettore, la sua presenza aveva spinto il Maestro Nobil, un imponente Thisspiasian con la lunga barba cerimoniale, ad agitarsi inquieto sulla coda.
“Noi – ovvero, il Consiglio – riteniamo incompleto il tuo addestramento di Padawan”.
Shigar arrossì. “In che modo, Maestro Nobil?”
Il suo Maestro lo ridusse al silenzio con una gentile ma perentoria gomitata telepatica. “È prossimo a raggiungere la piena padronanza”, assicurò al Consiglio. “Sono certa che sia solo una questione di tempo”.
“Un Cavaliere Jedi è un Cavaliere Jedi sotto tutti i punti di vista”, replicò il Maestro lontano. “Non si fanno eccezioni, nemmeno per te”.
Il Maestro Satele accettò la decisione con un cenno del capo. Shigar si morse la lingua. Gli aveva detto che credeva in lui: allora perché non contestava la decisione? Non era tenuta a sottomettersi al Consiglio. Se non fosse stato il suo Padawan, si sarebbe espressa in suo favore?
Non riuscì a nascondere i propri sentimenti inquieti come avrebbe voluto.

L’autore:

Sean Williams, australiano classe 1967, è un autore le cui opere sono state nella lista dei bestseller del “New York Times”.

L.

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