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La Piemme porta in libreria un nuovo grande romanzo a sfondo storico firmato da Santiago Posteguillo.

La scheda di Uruk:

La legione perduta (La legión perdida, 2016) di Santiago Posteguillo [30 aprile 2019] Traduzione di Claudia Acher Marinelli e Adele Ricciotti

La trama:

Ci sono imperatori che muoiono con i loro imperi. E altri che sopravvivono nella leggenda.
È il 53 a. C. e Roma guarda il mondo non più da dominatrice incontrastata, ma da uno soltanto dei luoghi di potere: altri imperi, in lande lontane, sono sorti, e ormai si estendono quanto e più di lei. Ma l’Oriente, così vicino, è una tentazione troppo ghiotta per chi è assetato di potere. È così che il console Crasso decide di attraversare l’Eufrate, per portare ancora una volta il nome di Roma oltre i confini e rinnovare la sua grandezza. E, in realtà, per il proprio personale tornaconto: come molti uomini di potere, la sua ambizione è entrare nella storia.
Ma la battaglia di Carre, sanguinosa e violenta, pone fine a ogni sogno di espansione: Crasso scapperà da vile, e del suo esercito non si saprà più nulla.
Centocinquant’anni dopo la sconfitta di Carre, e l’incredibile vicenda della legione perduta, a tenere le redini di Roma è un uomo di tutt’altra pasta. Marco Ulpio Traiano. E il sogno è ancora vivo: la conquista dell’Oriente. È così che Traiano darà inizio alla più grande campagna militare che Roma abbia mai intrapreso. E che non potrà che passare alla storia…
Il nuovo capitolo della grande saga di Traiano è un lungo, incredibile viaggio attraverso un passato che, nonostante l’immensa lontananza, ci è molto più vicino di quanto possiamo immaginare.

L’incipit:

Città di Zeugma, sulla riva dell’Eufrate Siria orientale, frontiera tra Roma e la Partia
53 a.C.
Druso era un giovane centurione delle legioni di Crasso fatte trasferire in Asia con lo scopo di ottenere la più grande vittoria mai immaginata. Eppure i legionari sotto il suo comando non nutrivano molta fiducia nel buon esito dell’impresa. I suoi uomini parlavano alle sue spalle mentre lui scrutava l’orizzonte con la mano destra sulla fronte per proteggersi dal sole accecante.
«Questo caldo è infernale» disse Gaio, un veterano nonostante la giovane età, inginocchiato sulla riva dell’Eufrate per bagnarsi il collo e rinfrescarsi.
«Non possiamo attraversare il fiume prima di mezzogiorno» aggiunse Sesto, più giovane e inesperto, tormentato dal sudore e dall’interminabile attesa. «E qui non c’è un filo d’ombra dove ripararsi.»
Druso pensò di intervenire, ricordando loro che non erano dei bambini bensì dei legionari, obbligati a sopportare ogni inclemenza termica, dal freddo gelido delle montagne dell’Elvezia al caldo asfissiante della Siria, ma poi decise di tacere e di dissetarsi. Crasso, il console al comando della spedizione, aveva organizzato un attraversamento del fiume troppo lento; di fatto, non era certo il migliore dei capi. I suoi uomini non avevano torto a lamentarsi.
«Adesso c’è il sole» continuò Gaio «ma rammentate i tuoni e i lampi dei giorni passati, arrivati come dal nulla? E la tromba d’aria che ieri ha rovesciato le chiatte? Perfino alcuni centurioni sono volati in acqua e i loro corpi non sono ancora stati ritrovati. E vi ricordo anche cos’hanno riferito gli uomini della prima legione, quella dello stendardo dell’aquila, ciò che è successo quando hanno cominciato ad attraversare il fiume.»
«Esatto: tutti cattivi auspici» concluse Sesto. «Lo stendardo si è girato da solo, come a voler indicare il ritorno verso Roma.»
«E come se non bastasse, già sapete quali sacchi di provviste sono stati aperti per primi, non è vero?» chiese Gaio che, soddisfatto nel constatare che tutti negavano con la testa, si situò nel bel mezzo di quel gruppo di legionari che lo ascoltavano con attenzione. «Lenticchie e sale. Già, questi sono stati i sacchi aperti per primi.»
Tutti scossero il capo, come a voler negare quell’atrocità. Lenticchie e sale: il pasto dei funerali, un’offerta per i morti. «È la maledizione di Ateio» aggiunse Gaio, pronto a concludere quel suo demoralizzante sproloquio.
Ma proprio in quel momento intervenne Druso, interrompendolo prima che potesse continuare.
«Per Ercole! Basta così! Sembrate delle anziane donne raccolte intorno a un fuoco, impegnate a raccontare storie per spaventare i bambini codardi! Il tribuno mi ha riferito che oltrepasseremo il fiume durante il secondo turno, attraverso il ponte di chiatte, quindi raccogliete le vostre cose e preparate l’equipaggiamento da trasportare in spalla. Forza, al lavoro, e non un’altra parola, per Giove!»
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L’autore:

Santiago Posteguillo, autore numero uno di romanzi storici in Spagna, è nato a Valencia nel 1967. Dopo L’Ispanico, grandissimo successo in Spagna e in Italia, con questo romanzo torna a raccontarci le gesta di Traiano. Piemme ha pubblicato in Italia anche L’Africano e Invicta Legio, i primi due volumi di una trilogia su Scipione.

L.

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