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La collana “GialloSvezia” (Marsilio) porta in libreria il sorprendente esordio di una nuova autrice.

La scheda di Uruk:

Il guardiano dei coccodrilli (Krokodillevogteren, 2016) di Katrine Engberg [ottobre 2020] Traduzione di Eva Valvo e Claudia Valeria Letizia

La trama:

Davanti al corpo tagliuzzato di Julie, giovane studentessa trovata morta nel suo appartamento, la polizia di Copenaghen non ha risposte: la sola traccia lasciata dall’assassino sembra essere il misterioso disegno, simile a un origami, che la lama di un coltello ha inciso sul viso della ragazza. A guidare le indagini è l’investigatore Jeppe Kørner, affiancato da Anette Werner: lui – con l’aria del classico sbirro separato – in profonda crisi di autostima, lei energica e dirompente, sempre di buonumore. La loro attenzione si concentra sulla padrona di casa, che vive al terzo piano della stessa graziosa palazzina in cui è stato rinvenuto il cadavere, nel centro storico della capitale danese. Docente di letteratura in pensione con la tendenza a organizzare scintillanti cene mondano-artistiche, Esther de Laurenti si rivela infatti essere un’aspirante scrittrice di gialli. E, curiosamente, l’omicidio di cui si legge nel manoscritto al quale sta lavorando ricalca esattamente le modalità con cui è stata uccisa la sua inquilina. Un collegamento tra finzione e realtà troppo clamoroso perché possa essere ignorato. Con la leggerezza e l’ironia che la contraddistinguono, Katrine Engberg è la sorprendente rivelazione del poliziesco scandinavo, di cui rinnova la tradizione con una voce fresca, la ricchezza emotiva e psicologica dei suoi personaggi, i colpi di scena e una profonda sensibilità nel ritrarre gli abissi dell’animo e i destini umani.

L’incipit:

La luce del mattino faceva vorticare la polvere dalle tende pesanti. Gregers Hermansen si sedette in poltrona e osservò la danza del pulviscolo in salotto. Ormai ci metteva talmente tanto tempo a svegliarsi che si chiedeva se ne valesse davvero la pena. Appoggiò le mani sui braccioli levigati, reclinò la testa all’indietro, rilassò la mandibola e chiuse gli occhi per proteggerli dal bagliore, finché non sentì il borbottio della caffettiera.
Dopo un breve conto alla rovescia si tirò su, infilò le pantofole e si diresse a piccoli passi verso il pavimento di linoleum della cucina. Sempre lo stesso percorso: lungo la credenza di mogano, oltre la poltrona verde, fino al maledetto maniglione che il badante aveva montato sulla parete l’anno precedente. «Grazie, faccio benissimo senza» aveva insistito lui, ma non era servito a nulla.
Prese il filtro del caffè usato dall’imbuto e lo gettò nella pattumiera sotto il lavello. Di nuovo piena. Allora sfilò il sacchetto e, appoggiandosi al tavolo, andò ad aprire la porta di servizio; almeno la spazzatura poteva ancora buttarsela da solo. Uscendo, lanciò un’occhiataccia alla collezione di bottiglie sul pianerottolo dell’inquilina di sopra. Che razza di ubriacona, quella Esther de Laurenti. Per i suoi amici artisti organizzava cene esagerate che duravano fino al mattino; ma era la proprietaria del palazzo, e lamentarsi non serviva a niente.
Mentre si aggrappava alla ringhiera, gli scalini gemevano sotto i suoi piedi. Forse avrebbe fatto bene a trasferirsi, ma aveva vissuto tutta la vita nel cuore di Copenaghen, e preferiva correre qualche rischio su quelle scale sbilenche piuttosto che ammuffire in un ospizio del quartiere di Nordvest. Arrivato in fondo, posò a terra il sacchetto e si appoggiò allo stipite della porta al pianterreno. Le due studentesse che dividevano quell’appartamento erano una continua fonte d’irritazione, ma in fin dei conti anche d’impacciata nostalgia. I loro sorrisi spensierati destavano il ricordo di notti estive sul canale e di baci innamorati. Di quando tutto era ancora possibile e la vita non era agli sgoccioli.

L’autrice:

Katrine Engberg (1975), ex ballerina e coreografa con un passato in televisione e teatro, è tra le più belle sorprese del poliziesco nordico degli ultimi tempi. Il suo romanzo d’esordio, Il guardiano dei coccodrilli, primo episodio di una serie di cui Copenaghen – la sua città – è protagonista, sarà pubblicato in venticinque Paesi.

L.

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