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1622Torna Kevin Hochs con la sua quarta avventura dell’Operativo in Segretissimo Mondadori: dopo Sandblast (n. 1536), Sturmvogel (n. 1579) e Targeting (n. 1614), ad aprile arriva in edicola L’Operativo. Watchdog (n. 1622).

Ecco la scheda di Uruk:

1622. L’Operativo. Watchdog (2015) di Kevin Hochs (Enzo Verrengia) [aprile 2015]

Dalla quarta di copertina:

Watchdog è il segreto dei segreti. Un comitato di tutela dell’ordine pubblico mondiale. Formato dai principali governi all’indomani dell’11 Settembre, si pone al di sopra di qualsiasi organismo istituzionale per raccogliere e condividere dati, all’insaputa dell’intelligence di ogni paese. E per agire con rapidità, scavalcando burocrati e catene di comando. Lo scopo è la prevenzione globale: mai più Twin Towers, mai più sorprese su vasta scala. Con un’inevitabile riserva: la possibilità del tradimento. Ora che i piani di Watchdog sono finiti in mani non autorizzate e qualcuno manovra per minare l’efficienza del sistema, l’organizzazione deve contrattaccare. Le sue armi perfette sono un uomo e una donna, non meno micidiali degli ordigni più sofisticati. Lui è l’Operativo, agente dalle molte identità impiegato per le missioni sul campo. Lei è Jessica Thorney, detta Thor, specialista in targeting. Insieme, sono un esercito.

Ecco l’incipit:

L’ombra si stampava in basso con rotazioni veloci.
Era quella di un elicottero.
Le pale dei rotori fendevano una luce pomeridiana del giallo e della densità dell’ambra.
Sotto si estendeva la città di marmo, cemento e oro.
Il plastico a grandezza naturale con cui si trastullava un dominatore dall’indole fanciullesca e viziata. Le strade si intersecavano a forma di griglia, tra cupole, monumenti e statue.
Tutto era inquadrato da un satellite, la cui orbita passava su quella verticale a millecento chilometri dalla Terra. Le immagini arrivavano in tre dimensioni al centro di una sala dalle luci soffuse. Il rombo dell’elicottero non si sentiva. Mancava l’audio. L’unica colonna sonora era data dai respiri discreti di quelli che osservavano, seduti nella penombra.

L.

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