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CG1383La collana “I Classici del Giallo Mondadori” di aprile (n. 1383) presenta La strana morte del signor Benson, il romanzo d’esordio di S.S. Van Dine.
La prima apparizione del romanzo in Italia è del 1929, come primo numero della collana “I Libri Gialli” Mondadori, con la traduzione di P. Mantovani.

La scheda di Uruk:

1383. La strana morte del signor Benson [Philo Vance 1] (The Benson Murder Case, 1926) di S.S. Van Dine [aprile 2016] Traduzione di Pietro Ferrari
Inoltre contiene il racconto:
Sally & Daisy di Emanuela Ionta

La trama:

The Benson Murder CaseAlvin H. Benson viene trovato dalla governante in una fatale mattina di giugno. Giace riverso in poltrona nel soggiorno della sua lussuosa residenza. Gambe accavallate, la testa poggiata contro lo schienale, un libro ancora stretto nella mano destra. Una posizione talmente naturale che ci si aspetterebbe quasi di vederlo alzarsi in piedi da un momento all’altro… Non accadrà, non foss’altro perché è morto, assassinato. Un proiettile sparato frontalmente a distanza ravvicinata gli ha trapassato il cranio come fosse burro, producendo una larga chiazza di sangue sul tappeto. Il procuratore distrettuale Markham e la polizia, con le loro capacità così limitate, fanno quello che possono. Ma per decifrare un omicidio destinato a rimanere negli annali della storia del crimine occorre un detective all’altezza. Qualcuno che al genio deduttivo unisca un sapere sconfinato. In due parole, uno come Philo Vance.

L’incipit:

Chiunque consulti le statistiche municipali di New York, non mancherà di notare come il numero di delitti capitali rimasti insoluti nei quattro anni durante i quali John F.X. Markham fu procuratore distrettuale risulti di gran lunga inferiore che sotto la giurisdizione di qualunque predecessore. Markham aveva tuffato il suo ufficio in ogni genere di indagini penali e, grazie ai suoi sforzi, molti crimini astrusi, su cui la polizia si era irreparabilmente arenata, vennero infine chiariti.
Benché il merito di molte importanti imputazioni e delle successive condanne così propiziate sia stato ascritto alla sua persona, la verità è che Markham fu solo uno strumento in molti di quei celeberrimi casi. L’uomo che in realtà seppe individuare i colpevoli, fornendo le prove per il loro perseguimento, non era in alcun modo legato all’amministrazione cittadina né mai, neppure per una volta, fu oggetto dell’attenzione del pubblico.
All’epoca, io mi trovavo a esserne il consulente legale, oltre che amico personale, e, per tal via, venni a conoscenza dei fatti strani e singolari derivati dalle circostanze. Tuttavia, solo di recente mi è stato consentito di renderli di dominio pubblico. Ancora adesso, non ho la facoltà di divulgare il nome di quell’uomo, perciò ho deciso arbitrariamente di riferirmi a lui, nel complesso di queste relazioni ex officio, con il nome di Philo Vance.

L’autore:

S.S. Van Dine, pseudonimo dello statunitense Willard Huntington Wright (1888-1939), dopo gli studi a Harvard e in Europa diventa critico d’arte e letterario. In occasione di un periodo di riposo forzato, decide di cimentarsi con la narrativa poliziesca, mettendo a frutto la sua erudizione e le sue doti analitiche. Protagonista dei suoi ingegnosi romanzi è il celebre Philo Vance, investigatore dilettante che affronta ogni indagine come una sfida intellettuale. Il personaggio raggiunge all’epoca una tale popolarità da approdare anche al cinema e alla radio.

L.

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