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King KongSono tornato ad attingere all’archivio di Gianni Lègge, venditore che trovate su eBay e ComproVendoLibri e che ha tante di quelle chicche da far impazzire un bancarellonauta come me!
Grazie a lui ho pescato questo numero 33 della collana “Suspense!” (Longanesi & C.) diretta da Romano Rinaldi, con la novelization di un film di culto che oggi presento anche nel mio blog cinematografico Il Zinefilo.
Ma per capire questo libro, è necessario riportare anche qui il frutto della mia ricerca.

La storia di un soggetto:

Il 27 ottobre 1931 si chiudono le elezioni generali britanniche e i risultati fallimentari decretano la fine delle aspirazioni politiche dello scrittore-fenomeno Edgar Wallace: essere tra gli autori più venduti in lingua inglese, e tra i più famosi in vita, non l’ha aiutato. Lo scrittore di Greenwich è sommerso dai debiti di gioco quindi decide di andare dove si fanno i soldi grossi: ad Hollywood.
Il successivo dicembre, il re della crime fiction sbarca nella Babilonia cinematografica. Non è certo un novizio della settima arte, il cinema britannico sciaborda di film tratti da suoi romanzi, racconti e testi teatrali, e Wallace è chiamato regolarmente dalle case inglesi per scrivere sceneggiature… ma ad Hollywood gli stranieri partono sempre da zero e diventa semplice consulente per una casa giovane: la RKO.
Se hai per le mani il più celebre e venduto autore di storie di crimine cittadino, spy story, mystery e intrighi vari, cosa fai? Gli affidi il progetto di un bel film coi mostri giganti…

Alla RKO Wallace conosce l’astro nascente Merian C. Cooper, generale di brigata, militare fino all’osso che si è fatto una guerra mondiale e se ne farà in seguito un’altra (al massimo Edgar è stato corrispondente di guerra), nonché wrestler: determinato in tutto ciò che fa, hanno riscosso un discreto successo i suoi film su terre selvagge con inserimento di sequenze girate sui veri luoghi, cioè non i soliti set hollywoodiani allestiti per l’occasione. Nella sua carriera farà scintille e diventerà una delle colonne della RKO, ma già quando incontra Wallace è un “ragazzo promettente”, che ha al suo attivo un successo internazionale come Le quattro piume (1929).
Cooper lavora ad un progetto RKO che continui lo stile che lo sta rendendo famoso: avventure in terre esotiche girate in veri esterni. Il nuovo arrivato Wallace – che non sta facendo nulla negli States – gli viene subito affiancato e i due si mettono a lavoro: l’idillio dura però molto poco.
Un mese dopo Wallace sta male, si parla di un diabete non diagnosticato: entra in coma e il 10 febbraio 1932 muore a Beverly Hills, all’età di 56 anni. In patria britannica, la moglie gli sopravviverà pochi mesi, sommersa di debiti: il patrimonio letterario di Wallace è pronto a conquistare cinema, TV, librerie ed edicole, grazie a fama e bassi prezzi dovuti ai debiti. Dopo Agatha Christie e Georges Simenon, Wallace è lo scrittore giallo più ristampato in Italia, Paese da sempre attento ai testi economici da riproporre a mitraglia a lettori abitudinari.

Ray Morton, nel suo King Kong: The History of a Movie Icon from Fay Wray to Peter Jackson (2005), afferma che dal 1° al 5 gennaio 1932 Edgar Wallace ha scritto la prima stesura di un copione dal titolo The Beast.
Secondo Morton, la trama di Wallace parla di un cacciatore e il suo seguito in Africa alla ricerca di animali esotici; intanto degli evasi rapiscono una donna che viene liberata da uno scimmione chiamato Kong, catturato dal cacciatore e portato a New York. Esposto al Madison Square Garden, lo scimmione si libera quando sente le grida della donna conosciuta in Africa, arrivata lì per vien traverse, e fugge creando il panico in città.
Cooper parte da questo soggetto per trasformare tutto – cambiando il cacciatore in regista, con un delizioso piglio autocelebrativo – e appena Wallace muore presenta alla RKO la nuova stesura: The Eight Wonder.

Indipendentemente se questo sia vero o meno, quello che abbiamo visto tutti al cinema non c’entra assolutamente nulla con Edgar Wallace.
Quello qui riportato, infatti, è il romanzo che Delos W. Lovelace ha scritto partendo dalla sceneggiatura voluta da Cooper per il film King Kong così come è stato trasmesso: il nome Wallace in copertina è una semplice mossa di marketing…
(Lovelace è qui riportato come “redattore” del testo, mentre negli USA è tranquillamente citato come unico autore di questo romanzo.)

La scheda di Uruk:

33. King Kong (id., 1932) di Edgar Wallace (in realtà Delos W. Lovelace) [marzo 1971] Traduzione di Alberto Siani
– dalla sceneggiatura di James A. Creelman e Ruth Rose, su soggetto di Merian C. Cooper, per il film omonimo di Merian C. Cooper ed Ernest B. Schoedsack, con Fay Wray e Robert Armstrong

L’incipit:

Anche nella penombra del crepuscolo e dietro il velo un po’ ondeggiante di neve, il Vagabondo non era altro che una povera vecchia nave da carico. Neppure l’occhio più fantasioso e più romantico avrebbe potuto scoprirvi quella linea slanciata, quei contorni ben marcati che l’uomo comune immagina indispensabili in una imbarcazione pronta a salpare per un viaggio avventuroso.

L.

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