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SuperGiallo30Libro salvato dalla Grande Spazzatura (cliccate sul link se volete conoscere una grande storia di misobiblìa, “odio per i libri”), un numero della collana “SuperGiallo Mondadori” (Mondadori), che raccoglie l’eredità delle storiche antologie stagionali: non a caso in copertina campeggia la scritta «Estate Gialla 2005».
L’immagine di copertina è firmata da Pynto Asonelev.

Faccio notare la sottigliezza di affidare una antologia di “delitti domestici” ad Anne Perry, che quando ancora si chiamava Juliet Hulme insieme ad un’amica uccise la madre di quest’ultima, come viene ricostruito anche nel film Creature del Cielo di Peter Jackson. Ha pagato per il suo crimine e si è rifatta una vita come Anne Perry… ma di sicuro è la persona migliore per parlare di “delitti domestici”!

La scheda di Uruk:

30. Speciale Estate Gialla 2005 presenta Delitti domestici, a cura di Anne Perry (Malice Domestic 6. An Anthology of Original Traditional Mystery Stories, 1997), traduzione di Grazia Maria Griffini
Una danza fra vita, morte… e risate (A Dance with Life, Death… and Laughter) di Anne Perry
La corrispondenza Corbett “Agente Numero 5 e Agente Numero 6” (The Corbett Correspondence) di Edward Marston e Peter Lovesey
In punto di morte (Like to Die) di Catherine Aird
Immortalità (Immortality) di Jon L. Breen
Come uccidere un gatto (Ways to Kill a Cat) di Simon Brett
Mea culpa (Mea Culpa) di Jan Burke
Il valletto (The Gentleman’s Gentleman) di Dorothy Cannell
Perfidia tra amiche (Malice Among Friends) di Sarah Caudwell
Confessioni veritiere (True Confessions) di Kate Charles
Evitare i fagioli (Abstain from Beans) di Lindsey Davis
L’alato cocchio del tempo (Time’s Winged Chariot) di Marjorie Eccles
Una realtà alternativa (Alternative Reality) di Anthea Fraser
Vieni, oscura notte (Un mystery con Phryne Fisher) (Come Sable Night) di Kerry Greeenwood
Assassinio in mezzo all’Atlantico (Murder Mid-Atlantic) di Edward Marston
Un ragazzo di città (City Boy) di Susan Moody
Ce n’è una in ogni famiglia (One in Every Family) di Betty Nathan
Le due dame di Rose Cottage (The Two Ladies of Rose Cottage) di Peter Robinson
Dolci frutti (Sweet Fruition) di David Williams

La trama:

Malice Domestic 6Da Caino in avanti il “crimine in famiglia” appartiene alla nostra storia. Eppure è difficile accettarlo: non c’è nulla di più agghiacciante, nulla cui ci si abitui con maggior riluttanza, dell’idea che un parente, un amico, una persona cara nasconda la nostra condanna a morte. Questa raccolta di racconti ci offre un ampio spettro di delitti domestici, dove i moventi covano sotto la cenere e il teatro del crimine può essere ovunque ci siano quattro mura in comune – una casa di riposo o un college, una chiesa o una nave… Ma soprattutto un mondo dove prima o poi gli scheletri escono dall’armadio.

L’introduzione:

Una danza fra vita, morte… e risate
di Anne Perry

Da dove viene la definizione di “intimo” applicata a questo tipo particolare di crime story? Fa subito pensare a qualcosa di caldo e accogliente, come tè e crostini imburrati accanto ai fuoco in un pigro pomeriggio d’inverno. Mentre la pioggia batte sui vetri uno si rannicchia con un buon libro, possibilmente con un paio di gatti affezionati che gli tengano compagnia, fra una stiracchiatina e un ron ron assonnato.
Non è per niente così. È la classica partenza con il piede sbagliato. Questo è il modo di godersi i racconti, o almeno uno dei modi possibili. Naturalmente ce ne sono molti altri. Uno può trovarli divertenti, usarli per alleviare la noia o scacciare la solitudine con una buona, varia e brillante compagnia. È possibile anche, per un caso fortunato, trame informazioni su quasi ogni argomento possibile, antico o moderno, locale o esotico, banale o arcano. E magari anche sentirsi sollevati, per un po’ di tempo, dai dispiaceri o dalle difficoltà in cui ci si dibatte, e dai quali sarebbe gradita una piccola pausa.
I racconti che rientrano nella categoria di malice domestic, crimini tra le mura domestiche oppure crimini in famiglia, a volte sono buffi e divertenti… e allora perché risate e tragedia non dovrebbero presentarsi tenendosi per mano, o il terrore e la farsa non dovrebbero danzare insieme? Nella vita reale è possibile. E i nostri racconti sono presi dalla vita reale; è tutto materiale che proviene dal bene e dal male dell’umanità, questioni di famiglia nel senso più ampio del termine… relazioni umane.
Ma è davvero più “confortante” o “reale” essere uccisi da un serial killer pazzo o da un rapinatore armato – sconosciuti in agguato nel cuore della notte – piuttosto che nell’ordine ben illuminato della vita di tutti i giorni, da qualcuno che si conosce, da qualcuno che non si sospetterebbe mai capace di concepire un piano di questo genere? E figurarsi poi di metterlo in atto! Non è sicuramente la forma estrema di terrore pensare che dietro il viso sorridente e ben noto di qualche amico o parente possano covare un odio o una paura tanto violenti da placarsi soltanto con la nostra morte, oppure una gelosia assillante, o un desiderio o un’avidità tali da non essere più controllabili?
Quello che ci affascina in un crimine in famiglia ben scritto è il lento affiorare dei segreti, come se venissero a galla togliendone uno strato dopo l’altro. Non ci interessano granché le prove valide da esibire in tribunale, anche se ci piace essere precisi. Le nostre deduzioni sono tratte dal carattere e dalla comprensione della natura umana, delle sue esigenze e delle sue reazioni.
Poche persone hanno veramente conosciuto dei serial killer, o anche solo criminali di professione, ma a tutti noi è capitato di vedere famiglie nelle quali passioni di ogni genere ribollono sotto la superficie di una pacifica conversazione a tavola, mentre si mangia. Sappiamo di vicini di casa che si odiano. Abbiamo assistito a matrimoni falliti, a rivalità tra fratelli. È la casa il luogo dove, molto spesso, la nostra vera personalità si manifesta più chiaramente. Odi e amori possono essere elusivi e oscuri, e rapporti di tirannia e ribellione, lealtà e tradimento si trascinano nel tempo, profondamente radicati. E per portarli alla luce occorrono delicatezza, intelligenza, spirito di osservazione e intuito.
La “casa” può essere ovunque: in una città brulicante di attività e di vita, su una brughiera spazzata dal vento, in un villaggio ridente. L’intero panorama della storia è a vostra disposizione, in termini di tempo: passato, presente e futuro. Gli investigatori possono avere qualsiasi età ed esercitare qualsiasi professione, o anche non fare niente del tutto, ed essere indifferentemente dell’uno come dell’altro sesso. Tutto quanto serve è il rapporto che intercorre fra le persone, e questo è qualcosa di universale. I moventi ci sono sempre stati, come il convincimento che la violenza conduca a un risultato desiderato. La storia è cominciata con Caino ed è proseguita attraverso un intreccio continuo di verità e leggenda, in drammi grandi e piccoli. Interi regni sono stati creati e distrutti da crimini in famiglia. Basti pensare agli imperatori romani, da Giulio Cesare a Nerone, oppure a Macbeth o Amleto, tanto per fare qualche nome. Vite banali e ordinarie, che non conosceremo mai, sono state cambiate per sempre.
Almeno nelle pagine di un libro si può iniziare con caos e tensione, ingiustizia e incertezza, e arrivare alla fine alla comprensione e al trionfo approssimativo della giustizia, legale o poetico che sia. Si può imporre un ordine alle cose. E durante lo svolgersi degli avvenimenti si può piangere o ridere, e magari avere un po’ di distrazione e divertirsi.
Dunque tornate ai vostri crostini imburrati davanti al fuoco o al materassino di gomma sotto il sole o alla sala d’aspetto di un aeroporto o a quel che volete, e godetevi per un po’ qualche storia di criminalità domestica avvenuta al di qua e al di là dell’Atlantico.

© 1997 by Anne Perry

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