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La collana “I Classici del Giallo Mondadori” di gennaio (n. 1404) presenta La casa delle metamorfosi.
La prima apparizione italiana del romanzo risale al 1950, come numero 81 de “I Libri Gialli” Mondadori, con lo stesso titolo.

La scheda di Uruk:

1404. La casa delle metamorfosi (Halfway House, 1936) di Ellery Queen [gennaio 2018] Traduzione di Gianni Montanari
Inoltre contiene il racconto: Il martello di Charun, di Lia Tomasich

La trama:

Uno straniero in terra straniera. È così che si sente Ellery Queen di passaggio a Trenton, New Jersey, finché la comparsa di un vecchio amico non gli porta in dono un viso familiare e un caso da risolvere. È stato l’amico stesso a ritrovare in una baracca il cognato, ridotto in fin di vita da una coltellata e morto un istante dopo sotto i suoi occhi. E proprio non sa chi fosse la donna che ha visto fuggire sconvolta dalla scena del crimine. Tra la misteriosa presenza femminile e certi sospetti sulle lunghe assenze dell’uomo, lontano dalla moglie, ce n’è a sufficienza per un enigma coi fiocchi. Se la vittima di un omicidio conduceva una doppia vita, chi è stato ucciso in realtà? In quale delle due esistenze parallele bisognerà cercare il colpevole? Per avere una risposta a questi interrogativi conviene lasciar fare a Ellery. Al quale basta un delitto su cui indagare con metodo e logica inattaccabili per sentirsi di nuovo a suo agio. Perfino a Trenton, New Jersey.

L’incipit:

— Trenton è la capitale del New Jersey. Secondo il censimento del 1930 possiede una popolazione di 123.356 abitanti. In origine si chiamava Trent’s Town, dal nome di William Trent che all’epoca era il magistrato della corona. Questo lo sapevate, signor Kloppenheimer? Si trova sul Delaware, il fiume più maledettamente bello di tutti gli Stati Uniti.
L’ometto rinsecchito annuì.
— Il Delaware… Proprio il posto in cui George Washington fece vedere i sorci verdi a quei mercenari assiani nel… mmh… a Natale del 1776, mi pare — proseguì l’uomo grande e grasso affondando la sua proboscide nel boccale di terracotta — proprio nel bel mezzo di una terribile tormenta. Il vecchio George caricò i suoi uomini su alcune barche e attraversò alla chetichella il Delaware cogliendo gli infanticidi assiani con i pantaloni abbassati. E non perse un solo uomo… Questa è storia. E dove successe? A Trenton, signor Kloppenheimer, a Trenton!
Il signor Kloppenheimer si grattò la mascella piccola e glabra, mormorando qualcosa con tono conciliante.
— E poi — riprese l’uomo grasso, sbattendo con forza il boccale sul tavolo — sapete un’altra cosa? Una volta Trenton si è trovata quasi sul punto di diventare la capitale federale! Sul serio. Il Congresso si è riunito proprio qui, in questo piccolo villaggio, nell’84, mio caro signor Kloppenheimer, e ha votato per la costruzione di una sede federale su entrambe le rive del fiume.
— Però — fece notare timidamente il signor Kloppenheimer — il Campidoglio è a Washington.

L’autore:

Ellery Queen è lo pseudonimo dei cugini statunitensi Frederic Dannay (1905-1982) e Manfred B. Lee (1905-1971), che insieme hanno dato vita a una delle firme più prestigiose nella storia del giallo. Il personaggio da loro creato ha raggiunto una vastissima fama come autore di romanzi e racconti, e ha promosso il recupero di opere del passato e la scoperta di nuovi talenti curando antologie e riviste come l’“Ellery Queen’s Mystery Magazine”, per decenni il più importante periodico di narrativa poliziesca al mondo. È stato tra i fondatori dell’organizzazione Mystery Writers of America e ha vinto più volte il premio Edgar.

L.

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