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CG1350Torna in edicola il più… “grosso” detective della narrativa! Stiamo parlando del celebre Nero Wolfe, nato dalla penna di Rex Stout.
I tre racconti che compongono questa antologia Nero Wolfe: l’invulnerabile sono apparsi in modo sfuso in Italia già dal 1976, e in questa forma nel 1983: è il momento che I Classici del Giallo Mondadori (n. 1350) ripresentino questa raccolta, a luglio in edicola.

La scheda di Uruk:

1350. Nero Wolfe: l’invulnerabile (Three for the Chair, 1957) di Rex Stout [8 luglio 2014]
L’invulnerabile (Immune to Murder, da “The American Magazine”, novembre 1955; “EQMM”, febbraio 1957) Traduzione di Hilia Brinis
Il caso Fyfe (apparso originariamente come Nero Wolfe and the Vanishing Clue su “The American Magazine”, settembre 1952, ristampato poi come A Window for Death su “EQMM”, marzo 1970) Traduzione di Hilia Brinis
Nero Wolfe e il “suo” cadavere (Too Many Detectives, da “Collier’s”, 14 settembre 1956; “EQMM”, ottobre 1958) Traduzione di Laura Grimaldi
Inoltre contiene anche:
Cardosa e i fantasmi del mare, di Carlo Parri

La trama:

ThreeChairEsistono vari gradi di scomodità per il più grosso investigatore vivente, alcuni ai limiti della tortura. Come doversi trasferire dal suo rifugio di Manhattan fino sui monti Adirondack. E tutto per assecondare il capriccio di un ambasciatore straniero che desidera pescare una trota dal torrente e farsela cucinare sul posto dal grande chef Nero Wolfe. Quando poi, dal torrente, oltre ai pesci salta fuori un cadavere, il soggiorno si prospetta ancor più complicato. Anche il caso Fyfe, all’inizio, infastidisce non poco il placido cultore di orchidee: insomma, piombargli nello studio senza appuntamento non è il miglior modo di presentarsi, per un aspirante cliente. Ma c’è di mezzo un uomo ricongiuntosi alla famiglia dopo aver fatto fortuna e deceduto con tempismo sospetto: alla fine bisognerà occuparsene. Per non dire che vedersi convocato ad Albany con Archie Goodwin, sotto inchiesta insieme a cinque colleghi del ramo, e ritrovarsi in amabile compagnia di un morto fresco di giornata… be’, è decisamente troppo. E la gustosa vendetta di Big Bad Wolfe, tra un mugugno e l’altro, sarà risolvere tutti e tre i casi.

L’incipit:

Stavo a braccia conserte, dardeggiando dall’alto Nero Wolfe che aveva collocato la sua mole in una massiccia sedia a braccioli fatta di solide assi di pino, con un ruvido tappeto a righe drappeggiato sulla spalliera e sul sedile. La sedia si accordava con il resto della mobilia, letto compreso, di quella camera di River Bend, rifugio montano composto di sedici stanze e appartenente a O.V. Bragan, magnate del petrolio.
— Bel modo di servire il vostro paese — stavo dicendo. — Vi porto qui in tempo per prendere possesso della vostra stanza, disfare i bagagli e darvi una rinfrescata prima di cena, e ora vorreste che andassi dal padrone di casa a dirgli che volete cenare in camera. Niente da fare. Rifiuto.
Lui dardeggiava me. — Ho la lombaggine, maledizione! — ruggì.
— Non avete la lombaggine. Si sa, la schiena vi fa male, dato che per tutto il percorso dalla Trentacinquesima Strada di Manhattan fin quassù negli Adirondack, ossia per la bellezza di quattrocentocinquanta chilometri, siete rimasto rigido sul sedile di dietro, pronto a saltar giù, con tutto che c’ero io al volante. Ciò che vi serve è un po’ di moto, come una bella passeggiata igienica da qui in sala da pranzo.
— Ripeto che ho la lombaggine.
— No. È solo “pignite” acuta, che è poi il termine scientifico per indicare un capriccio infiammato.

L’autore:

Rex Stout (1886-1975), statunitense, ha dato vita negli anni Trenta a uno dei più grandi investigatori nella storia del giallo, l’eccentrico e colto Nero Wolfe. Insieme al suo assistente Archie Goodwin, uomo d’azione e amante delle donne quanto lui è misogino e inamovibile, Wolfe è il protagonista di una lunga serie di romanzi, caratterizzati da dialoghi brillanti e ottime trame, fonte inesauribile d’ispirazione per cinema e TV.

L.

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