Tag

, , , ,

Numero d’annata de “Il Giallo Mondadori“, nell’epoca di Alberto Tedeschi.

L’illustrazione di copertina è firmata da Carlo Jacono.

La scheda di Uruk:

690. Requiem per Laurie (Requiem for a School Girl, 1961) di Ivan T. Ross [22 aprile 1962] Traduzione di Andreina Negretti
Inoltre contiene il racconto:
Una foto compromettente (Strolling in the Square One Day, da “EQMM“, febbraio 1962) di Julian Symons

La trama:

Un professore di lettere, una cittadina di provincia, la tranquilla vita di tutti i giorni. Poi, all’improvviso, in classe entra un’allieva particolarmente intelligente. Ragazzina scontrosa, torturata, dalla vita misteriosa. Non è capace di farsi molti amici, tanto è vero che ben presto le sue compagne di scuola sono costrette a intonare un «requiem» per lei. E il povero professore di lettere scopre un mondo che gli fa paura, il mondo dei sobborghi e dei locali malfamati. Ma vi si immerge fino al collo, nel tentativo di scoprire il perché della morte della sua allieva. Da professore a «detective» il passo è lungo, soprattutto quando la Polizia non vuole saperne di essere aiutata da un «saccentone» buono solo a declinare verbi. Ma l’insegnante non si arrende e, dopo essersi scontrato con vari «duri» e dopo aver preso botte a non finire, riuscirà o risolvere il mistero di Laurie, la ragazzina morta troppo presto.

L’incipit:

Ogni volta che mi trovo a un ricevimento, intento ai fatti miei, all’altra estremità della sala il discorso cade inevitabilmente sull’argomento “Gioventù d’oggi”. E potete scommettere che qualcuno dice: – Perché non domandate a Ben Gordon? Fa il professore.
Come risultato, qualche cittadino pieno di buone intenzioni si precipita su di me e dice: – Secondo voi, che cosa si deve fare coi ragazzi cattivi?
La risposta dipende dalle circostanze. Se a rivolgermi la domanda è una delicata signora anziana: “Non esistono ragazzi cattivi”.
Se è il proprietario di un negozio di Madison Avenue: “Lasciarli crescere perché diventino degli acquirenti”.
Se si tratta di una persona alla quale l’argomento sta veramente a cuore: “La cosa migliore è metterli a contatto con dei bravi ragazzi, sperando che imparino qualcosa”.
E dopo aver dato una di queste risposte, di solito non dico altro, perché mi viene in mente Laurie Mitchell. Laurie era una brava ragazza, poi è diventata una cattiva ragazza, e poi…
Poi non so altro. Ma mi piace pensare che fosse sulla strada di tornare buona, perché voleva tornare buona.
È forse ci sarebbe riuscita. Se fosse vissuta.
La prima volta che vidi Laurie Mitchell ebbi la sensazione che non mi sarebbe piaciuta. Eravamo alla seconda settimana del secondo corso, e il febbraio inclemente dava sui nervi a tutti. Laurie entrò in classe con cinque minuti di ritardo.
La porta si aprì, e lei comparve sulla soglia, piccola, snella, con addosso un, abito rosso che le sarebbe stato meglio se la sua faccia avesse avuto un po’ di trucco. I ragazzi sollevarono la testa dai libri, e alcuni di loro, riconoscendola, diedero di gomito ai vicini.
– Cosa c’è? – domandai, portandomi davanti alla cattedra.
– È questa la classe ottantuno? – Aveva in mano uno dei fogli gialli con stampato il programma dei corsi. Le sue unghie erano dipinte in verde cupo, e un serpente in rame si attorcigliava attorno al suo polso.
– Lo era la settimana scorsa, quando è cominciato il corso – risposi. – Non mi pare che sia cambiato da allora.

L.

– Ultimi post simili:

Annunci