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Numero de “Il Giallo Mondadori” dell’epoca della direzione di Oreste del Buono.

L’illustrazione di copertina è firmata da Carlo Jacono.

La scheda di Uruk:

1671. Un morto in più, fratello Cadfael [Fratello Cadfael 2] (One Corpse Too Many, 1979) di Ruth Fenisong [8 febbraio 1981] Traduzione di Elsa Pelitti
Inoltre contiene i saggi:
[Cinema] Shining, di Giuseppe Turroni
[Servizi Speciali] La storia del trench, di Hopley Croyden
Inoltre contiene il racconto:
Non indurre in tentazione (Events at Headland Cottage, da “EQMM“, giugno 1980) di William Bankier

La trama:

Fratello Cadfael riceve l’incarico di dar sepoltura cristiana a tutti i prigionieri uccisi per ordine di Re Stefano. I conti, però, non tornano. I giustiziati sono stati, infatti, 94, ma i cadaveri da seppellire cristianamente sono 95. C’è un morto in più, insomma, e fratello Cadfael vuol vederci chiaro. Chi è il novantacinquesimo ucciso e, soprattutto, chi lo ha ucciso? È il primo enigma che si presenta al protagonista di questo romanzo di Ellis Peters, già ben nota ai lettori del Giallo Mondadori (da «All’insegna della morte» n. 789 a «La porta della morte» n. 1630 attraverso i n. 807, 825, 893, 1040, 1367, 1460, 1496). Fratello Cadfael, con un passato di comandante di nave e un presente di erborista nel monastero benedettino di Shrewsbury, è anche investigatore ed Ellis Peters ha cominciato a narrarne le avventure ben prima che Umberto Eco avesse l’idea di narrare le avventure del frate investigatore Guglielmo di Baskerville in «Il nome della rosa». A Ellis quello che è di Ellis (ma, in realtà, si chiama Edith Pargeter).

L’incipit:

Fratello Cadfael stava lavorando nel piccolo orto vicino alla peschiera quando gli portarono il ragazzo. Era un torrido meriggio di agosto e a quell’ora i suoi due aiutanti, se li avesse avuti ancora, sarebbero rimasti a russare all’ombra, invece di star lì, a sudare sotto il sole, ma uno aveva rinunciato al noviziato per raggiungere il fratello maggiore in seno all’esercito di re Stefano impegnato nella guerra civile per la corona d’Inghilterra e l’altro, atterrito dall’avvicinarsi di quell’esercito perché la sua famiglia parteggiava invece per la regina Maud, aveva ritenuto che il loro maniero nel Cheshire fosse un posto assai più sicuro di Shrewsbury assediata.
Così, fratello Cadfael era rimasto a sbrigarsela da solo, ma in passato aveva sudato sotto soli ben più spietati e in ogni caso era risoluto a non lasciar andare in malora il proprio reame, qualunque potesse essere il caos che travolgeva il mondo esterno.
In quella torrida estate del 1138 la guerra fratricida durava già da due anni, ma non era mai arrivata vicino a Shrewsbury. Ora, invece, essa incombeva con le sue minacce sulla piccola città e sul suo castello come l’ombra della morte. Ciò nonostante fratello Cadfael, tutto preso dai suoi lavori agresti, non sospettava neppure lontanamente che ben presto un altro modo di uccidere, il puro e semplice assassinio a tradimento, condannato persino in quei tempi di anarchia, avrebbe gravemente compromesso la calma della sua vita monastica.
In circostanze normali, agosto non sarebbe stato il periodo più impegnativo, nell’orto: il lavoro diventava faticoso perché lui era solo. C’era da dissodare l’aiuola per trapiantare i cavoli tardivi e seminare quelli invernali, bisognava cogliere i piselli nuovi ed estirpare gli steli di quelli già colti per farne lettiere e mangime e nella capanna di legno dell’erbario, il suo orgoglio particolare, almeno una dozzina di preparazioni in vasi di vetro e mortai allineati sopra gli scaffali richiedevano le sue attente cure, così come le erbe per le medicine invernali, ormai pronte per essere colte.

L’autrice:

Ellis Peters è il nom-de-crime di una gentile signora inglese, autrice di una ventina di libri scritti con il vero nome: Edith Pargeter.
E. P. (le iniziali dei due nomi sono uguali) avrebbe voluto tenere ben separati dottor Jekill (Ellis Peters) da Mr. Hyde (Edith Pargeter), ma con gli anni le due identità hanno finito per non essere più un segreto per nessuno.
Di Edith Pargeter sappiamo che ha dato alle stampe ventun romanzi, un libro di viaggi e un volume di racconti, di cui parecchi sono stati inclusi in più di un’antologia.
E di Ellis Peters sappiamo che ha scritto dodici gialli di cui dieci pubblicati dal Giallo Mondadori: All’insegna della morte; Il funerale del figaro; Ultime volontà; Una salma di troppo; L’uomo che non sapeva uccidere; La sentinella della città morta; Canto di morte a Delhi; Invito al rogo; La porta della morte; Un morto in più, Fratello Cadfael.
Quest’ultimo apre la serie dei gialli medievali con protagonista fratello Cadfael. Di solito, nel monastero benedettino di Shrewsbury, il frate cura l’orto e le erbe. Solo eccezionalmente si occupa di delitti, e allora si trasforma in detective.
In tre anni, Ellis Peters ha già scritto tre romanzi con questo insolito eroe per il genere giallo. Il secondo, il cui titolo originale è A Morbid Taste for Bones è già in traduzione e uscirà il prossimo autunno.
Anche in Italia, dopo l’eco suscitata dal romanzo di Umberto Eco Il nome della rosa e l’annuncio del prossimo romanzo di Laura Mancinelli I dodici abati di Challant, s’è riscoperto un Medioevo… giallo. Chissà se Ellis Peters ha già avuto il piacere di leggere il mystery di Eco e chissà se Eco e la Mancinelli hanno avuto occasione di leggere le avventure di frate Cadfael, cugino di Guglielmo di Baskerville e dei dodici abati di Challant?
Ottima traduttrice dalla lingua ceca, la Pargeter-Peters ha ricevuto il premio “Gold Medal” dalla Società cecoslovacca per il contributo da lei dato alla diffusione e alla conoscenza della letteratura di quel paese in Gran Bretagna.

L.

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