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Prima di darlo via, schedo questo vecchio numero de “Il Giallo Mondadori” dalla copertina decisamente invitante.

L’illustrazione di copertina è firmata da Manuel Prieto.

La scheda di Uruk:

2022. Povera Hannah [tenente Richard Marritt 2] (Dear Hannah, 1977) di Thomas Hauser [1 novembre 1987] Traduzione di Franco Salvatorelli
– Inoltre contiene il racconto:
Il vestito (La Dress, da “EQMM”, febbraio 1986) di Ursula Curtiss

La trama:

L’agente investigativo Richard Marritt ci mette un po’ a scoprire che per le strade di New York si aggira un assassino che è l’autore di omicidi apparentemente scollegati, ma quando se ne rende conto, capisce che la frequenza delle morti verrà accelerata. La persona che uccide lavora in fretta e bene: niente porte forzate, niente lotte, niente indizi. Agisce con la sicurezza di un chirurgo. E finché non commetterà un errore, Marritt non potrà fare niente contro di lui. A confronto, i problemi di Hannah Wade sembrano ben poco importanti: le solite difficoltà che una giovane donna incontra, vivendo da sola a Manhattan. Poi telefona Kyle Howard. Anni fa, lui e Hannah sono andati a scuola insieme. Ora, Kyle vorrebbe vederla. E Hannah pensa che potrebbe essere divertente, che potrebbe aiutarla a dimenticare lo strano pacco che ha appena ricevuto, quello con dentro un ramo dalle foglie appassite, e una rosa mozzata. E un incomprensibile messaggio. Per Hannah, però, non c’è modo di dimenticare, mentre viene travolta da una spirale di terrore.

L’incipit:

Ethel odiava Bloomingdale. Troppo grande, troppa gente; e lei si sentiva sempre in obbligo, per entrare in quel negozio, di vestirsi bene e di truccarsi. Il chiasso e la baraonda carnevalesca la intimorivano. Sembrava che tutte le commesse volessero spruzzarla di profumo, spalmarla di lozioni- campione, tingerle le palpebre di blu. E poi lì era pieno di belle donne eleganti, infinitamente più desiderabili di lei.
“Sii superiore”, si disse entrando dall’ingresso di Lexington Avenue. “Hai ventinove anni, sei intelligente, ti sei laureata a Bryn Mawr. Non sentirti così insicura”.
Ma mentre passava davanti alle vetrine piene di orologi da donna, e saliva la mezza rampa di scale che portava al piano principale, provava un senso di disagio. Quel posto era follia pura. Scale mobili a sinistra, profumi a destra; al di là del banco dei profumi, file interminabili di vetrinette zeppe di cosmetici e di articoli da toeletta. Non guardare le altre clienti! Non farne una mania! Sembrava che ci fosse un raduno di indossatrici. Gambe stupende, facce da copertina. Altro che la sua, sì e no graziosa, e le sue cosce un po’ sformate dalla cellulite.
— Cravatte da uomo? — chiese a una commessa.
— Di qua, in fondo.
Ancora timorosa, Ethel passò davanti a banchi e banchi carichi di rossetti, ciprie, colonie, ombretti, creme idratanti, lozioni, creme detergenti, oli da bagno. Aveva voglia di seminare briciole di pane per ritrovare l’uscita, alla fine.
Vai avanti. Pigiami. Camicie da uomo: Yves Saint-Laurent, Calvin Klein, Vincente Nesi, Pierre Cardin. Più in là, proprio in fondo al negozio, trovò le cravatte; un’oasi di relativa calma, vicino alla porta della Terza Avenue. C’erano file e file di cravatte su supporti girevoli e sotto vetro. Cravatte a pallini, cravatte a ghirigori. Suo padre era andato a Harvard. Sua madre l’aveva istruita sulla scelta di una cravatta per il quarantesimo raduno degli ex studenti. “Colori dell’università; non troppo sgargiante”.
Dopo matura riflessione, Ethel si concentrò su una cravatta cremisi a strisce bianche parallele. La prese dal banco, la guardò sotto la luce; a un tratto si accorse del tizio che le stava accanto.
— Bella cravatta — disse lui.
— Grazie.
L’uomo non insistette. Lei neppure. L’uomo si allontanò. Bel tipo, pensò Ethel. Simpatico. Uno e settantacinque o giù di lì; faccia gradevole; sui trentacinque, capelli castani. Si indispettì con se stessa per averlo lasciato andar via. Era interessato a lei? Si capisce che era interessato, stupida. Gli uomini non vanno in giro ad ammirare cravatte.

L’autore:

Thomas Hauser, avvocato e scrittore, ha raggiunto la fama con il suo primo romanzo Missing, candidato al premio Pulitzer, e trasformato in film da Costa Gavras con la splendida interpretazione di Jack Lemmon e Sissy Spacek. Una storia drammatica ambientata nel Cile di Pinochet. Hauser tiene una rubrica mensile di argomenti legali su “McCall’s” e collabora anche con “The New York Times” e numerosi settimanali. Vive a Manhattan.

L.

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