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UraniaHorror10Secondo appuntamento con l’antologia The Horror Stories of Robert E. Howard, che “Urania Horror” (Mondadori) di dicembre (n. 10) presenta con il titolo I morti ricordano.
La prima parte, lo ricordo, è nel numero 8 della collana.

Ecco la scheda di Uruk:

10. I morti ricordano. Racconti dell’orrore, volume 2 (The Horror Stories of Robert E. Howard, 2008) di Robert E. Howard [marzo 2015] Traduzione di Laura Serra
L’arcano, la morte e il diavolo nella letteratura Weird, di Giuseppe Lippi
Vermi della terra [Bran Mak Morn] (Worms of the Earth, da “Weird Tales”, novembre 1932)
Il simbolo [versi] (The Symbol, da “Ariel”, autunno 1976)
La valle perduta (apparso originariamente come The Secret of Lost Valley su “Startling Mystery Stories”, primavera 1967, ristampato poi come The Valley of the Lost su “Argosy”, dicembre 2013)
Zoccoli infernali (The Hoofed Thing, da “Weirdbook” n. 3, 1970, con il titolo Usurp the Night)
Il mostro senza naso (The Noseless Horror, da “Magazine of Horror”, febbraio 1970)
Gli abitatori dei cunicoli (The Dwellers Under the Tomb, da “Lost Fantasies” n. 4, 1976)
Una finestra aperta [versi] (An Open Window, da “Weird Tales”, settembre 1932)
La Casa di Arabu (apparso originariamente come The Witch from Hell’s Kitchen su “Avon Fantasy Reader” n. 18, 1952, ristampato poi come The House of Arabu su “The Robert E. Howard Foundation Newsletter v7” n. 3, 2013)
L’uomo a terra (The Man on the Ground, da “Weird Tales”, luglio 1933)
Il cuore del vecchio Garfield (Old Garfield’s Heart, da “Weird Tales”, dicembre 1933)
Kelly lo stregone (Kelly the Conjure-Man, da “The Howard Collector” n. 5, estate 1964)
Canaan nera (Black Canaan, da “Weird Tales”, giugno 1936)
A una donna [versi] (To a Woman, in “Modern American Poetry”, 1933)
Verrà al vespro [versi] (One Who Comes at Eventide, in “Modern American Poetry”, 1933)
L’infestatore dell’anello (The Haunter of the Ring, da “Weird Tales”, giugno 1934)
I colombi dell’inferno (Pigeons from Hell, da “Weird Tales”, maggio 1938)
I morti ricordano (The Dead Remember, da “Argosy”, 15 agosto 1936)
Il Fuoco di Assurbanipal (The Fire of Asshurbanipal, da “Weird Tales”, dicembre 1936)
Frammento [versi] (Fragment, da “Weird Tales”, dicembre 1937)
Ciò che non sarà capito [versi] (Which Will Scarcely Be Understood, da “Weird Tales”, ottobre 1937)
Golnor la scimmia (Golnor the Ape, da “Crypt of Cthulhu”, maggio 1985)
Spettri nelle tenebre (Spectres in the Dark, da “Cromlech”, primavera 1985)
La casa (The House, da “The New Howard Reader”, 2003)
Frammento senza titolo (Untitled Fragment, da “The Howard Collector”, primavera 1967)

howard03_bEcco la trama:

Nel secondo e ultimo volume dei suoi racconti horror (arricchito, come il primo, da frammenti, poesie e testi inediti), sono presenti tutti i motivi della narrativa howardiana: il folklore preistorico e gli eroi del passato come Kull e Bran Mak Morn, creature che abitano sotto le tombe e maledizioni indiane, spettri che combattono una guerra infinita dai tempi di Atlantide e stregoni moderni… Per non parlare delle mostruosità senza volto o dagli zoccoli smisurati riportate fra noi dalle formule di grimori favolosi come il Necronomicon e i Culti innominabili. Insieme a tutto questo, Robert E. Howard ci fa respirare il profumo del Texas, della Louisiana, del Sud ricco di tradizioni. Un mondo in cui era radicato corpo e anima e che ha esplorato tutta la vita come scrittore, fino a quando l’ultimo incubo non ha avuto ragione di lui.

E, per finire, ecco l’incipit dell’introduzione di Lippi:

In questo secondo (e ultimo) volume dedicato al corpus dei racconti horror howardiani, troviamo testi famosi come “The Fire of Asshurbanipal”, “The Dead Remember”, “Pigeons from Hell”, “The Haunter of the Ring” e altri meno noti, frammenti poetici o narrativi postumi che rientrano nelle varie categorie in cui si è cimentato il nostro autore. Vi sono quelli ispirati alla tradizione europea e antidiluviana (leggende di Atlantide, Mu, la notte dei tempi); quelli che sviluppano la mitologia lovecraftiana di Cthulhu e, infine, le storie ambientate al mondo semimoderno del Sudovest americano, dai deserti del Texas-Nuovo Messico alle case infestate della Louisiana. Nella raccolta completa delle Horror Stories of Robert E. Howard, Del Rey 2008, da noi suddivisa in due parti, il materiale è presentato cronologicamente.

Robert E. Howard, nato nel 1906 e suicidatosi nel 1936, visse a lungo a Cross Plains, un villaggio al centro dello Stato del Texas. Suo padre era un medico che non aveva mai conseguito la laurea, sua madre una casalinga fortemente attaccata all’unico figlio. I racconti di Howard, che riflettono una personale concezione della vita “in nero”, sono considerati tra i capolavori del fantastico nel XX secolo. Persino le avventure del suo personaggio più famoso, Conan il barbaro, si tingono molto spesso di magia e orrore.

L.

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